Descrizione
L'introduzione e la diffusione di specie aliene minaccia la biodiversità e i servizi ecosistemici ad essa collegati. Spesso esse causano impatti anche sulla salute umana e su attività economiche.
A livello alpino, a partire dal periodo postglaciale, l'ambiente è stato continuamente soggetto alla colonizzazione da parte di successive ondate di specie vegetali, che giungevano in modo autonomo a seconda della capacità di dispersione delle singole specie e delle oscillazioni climatiche. Con il progressivo aumento dell'impatto antropico, si sono insediate anche le specie importate,
volontariamente o involontariamente, dall'uomo, ad esempio con l'avvento dell'agricoltura.
Queste specie si sono adattate al nuovo ambiente a discapito delle specie già presenti: hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico, che si insediano talmente bene da rappresentare una vera e propria minaccia per la biodiversità locale.
È un problema che riguarda sia specie vegetali che animali, e che in Trentino interessa soprattutto gli ambienti di fondovalle di bassa quota, in particolare lungo i corsi d’acqua.
Alcuni ambienti del Trentino a bassa quota, dotati di scarsa o nulla componente endemica, risultano talvolta estremamente soggetti all'invasione di specie alloctone. Si tratta in particolare di ambienti acquatici, ambienti ripari, boschi di latifoglie nobili, castagneti, querco-carpineti e querceti. Questi ambienti prossimo-naturali di pregio possono essere alterati o addirittura
distrutti dall'invasione di specie legnose ed erbacee alloctone. In generale sono gli ambienti più fertili, ricchi di umidità, di sostanze nutritive e non troppo freddi ad essere di gran lunga preferiti dalle specie alloctone.
Come è ormai ben documentato, le specie aliene possono causare ingenti danni economici alle attività produttive, soprattutto quelle agro-silvo pastorali. Possono inoltre contribuire alla diffusione di malattie e parassiti dannosi per piante e animali, e dai risvolti estremamente pericolosi anche per l’uomo.
La loro detenzione e il loro commercio sono severamente regolamentati da una normativa entrata in vigore in tutti i paesi UE nel 2015, attuato in Italia con il DL n. 230 del 15 dicembre 2017. La normativa ha l’obiettivo di prevenire ulteriori introduzioni di specie aliene e di mitigare i danni dovuti a quelle specie aliene già insediatesi e diffuse sul territorio dell’UE.
Ad oggi le specie esotiche invasive con impatto significativo sugli ecosistemi europei (cd. specie unionali) sono 144 (tra animali e vegetali), di cui 60 già presenti in Italia, in aggiornamento periodico.
In Trentino si contano almeno 18 specie:
Quando prevenzione e rapida eradicazione non hanno successo rimangono gli interventi di contenimento e controllo. Sono interventi costosi e spesso non risolutivi, ma necessari per evitare la diffusione incontrollata in aree non ancora intaccate.
Per maggiori informazioni è possibile contattare:
Servizio Sviluppo sostenibile e aree protette della PAT: tel. 0461 496109 - 0461 496190
Ministero dell'Ambiente: esoticheinvasive@minambiente.it
Ispra: specieinvasive@isprambiente.it - tel. 06 50072650
Articolo de l'Adige del 26 agosto 2019
Raccolta tartarughe esotiche invasive
Le tartarughe esotiche - le testuggini palustri americane - sono ritenute specie invasive e non vanno assolutamente rilasciate in natura. Chi non intende più tenerle in casa oppure chi le rinviene in natura può consegnarle agli uffici provinciali.
Le specie aliene problematiche per il contesto trentino, contro cui si andranno ad operare azioni di cattura e contenimento nell'ambito del progetto europeo Life NatConnect2030.
Le attività in Trentino per il progetto NatConnect2030
Sfalci nelle torbiere per favorire la biodiversità e mantenere aperto lo specchio d'acqua, ripristino di condizioni naturali di corsi d'acqua, monitoraggi delle popolazioni di gambero di fiume , conservazione di siti riproduttivi o di svernamento di pipistrelli, lotta alle specie aliene.
Queste le attività previste in Trentino nel periodo 2024-2032 nell'ambito del progetto europeo LIFE NatConnect2030.
06/05/2024