Descrizione
Le attività di miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni di gambero di fiume e del suo habitat previste per il triennio 2024-2026, in parte finanziate con i fondi europei derivanti dal progetto LIFE NatConnect, prevedono
- l’estensione dei monitoraggi ad aree ancora poco conosciute
- il completamento delle analisi genetiche delle popolazioni note
- l’eventuale reintroduzione di gamberi in aree idonee alla sua presenza, dove si sia estinto in epoca recente.
Queste attività sono svolte dall'Unità di ricerca di idrobiologia della Fondazione Edmund Mach, nell'ambito di una convenzione con la Provincia autonoma di Trento, Servizio sviluppo sostenibile e aree protette.
Già nell’ambito del progetto LIFE+ TEN si era arrivati alla redazione di un piano di gestione del gambero di fiume in Trentino. In questo piano erano state implementate le seguenti azioni:
- monitoraggi delle popolazioni di gambero in Trentino e il suo stato di salute;
- conservazione e ripristino degli habitat e delle popolazioni;
- controllo della diffusione delle specie aliene invasive;
- redazione di buone pratiche gestionali da condividere con gli enti coinvolti;
- attività di divulgazione.
Il gambero di fiume svolge un ruolo molto importante per il mantenimento degli equilibri dell’ecosistema in cui vive, avendo un regime alimentare onnivoro ed essendo a sua volta una preda per pesci, uccelli e mammiferi.
Purtroppo, come molte altre specie che vivono in acque dolci, negli ultimi anni ha subito una riduzione nella consistenza delle sue popolazioni, dovuta al degrado degli habitat acquatici: inquinamento delle acque, eliminazione della vegetazione tipiche delle fasce riparie e artificializzazione dei corsi d’acqua sono le principali cause.
Altra fonte di minaccia per il nostro gambero è rappresentata dall’immissione delle cosiddette specie “aliene invasive”, ovvero specie esotiche che si adattano particolarmente bene nel nuovo habitat. In Trentino troviamo due specie di gamberi introdotti: il gambero americano (Orconectes limosus) e il gambero della Louisiana (Procamburus clarkii). Queste specie vanno ad impattare negativamente sul gambero autoctono, sia per competizione diretta poiché utilizzano le stesse risorse (rifugi e prede), sia perché sono agenti di diffusione di patogeni particolarmente pericolosi per il gambero nostrano, principalmente un fungo vettore della cosiddetta “peste del gambero”.
Il servizio di Valsugana webtv per la Rete di Riserve Fiume Brenta del 6 settembre 2024 sul progetto di reintroduzione del gambero di fiume nella ZSC Palude di Roncegno:
L'intervento di traslocazione del gambero di fiume in Valsugana (novembre 2024)
Il servizio del tg regionale RAI3 del 4 novembre 2024 sulla cattura dei gamberi alieni del lago di Lagolo:
Avviato il ripopolamento del gambero di fiume a Roncegno
Per contrastare il drastico calo delle popolazioni di gambero presenti in Valsugana, dopo uno studio di fattibilità condotto dalla ricercatrice Maria Cristina Bruno della Fondazione Edmund Mach, 60 gamberi sono stati traslocati dal Rio Laguna di Grigno al biotopo Palude di Roncegno.
La traslocazione è un efficace strumento ai fini della conservazione delle specie in pericolo, che consiste nello spostare parte di una popolazione in un luogo idoneo da colonizzare.
L'intervento rientra nell'ambito del progetto NatConnect2030.
22/11/2024
Le attività in Trentino per il progetto NatConnect2030
Sfalci nelle torbiere per favorire la biodiversità e mantenere aperto lo specchio d'acqua, ripristino di condizioni naturali di corsi d'acqua, monitoraggi delle popolazioni di gambero di fiume , conservazione di siti riproduttivi o di svernamento di pipistrelli, lotta alle specie aliene.
Queste le attività previste in Trentino nel periodo 2024-2032 nell'ambito del progetto europeo LIFE NatConnect2030.
06/05/2024