Descrizione
Tre delle aree nelle quali si articola la riserva - Confluenza Rio S. Valentino, Borghetto sud e Borghetto nord - sono situate entro la golena del fiume Adige.
In occasione delle piene, queste aree sono sommerse per lassi di tempo piuttosto prolungati, determinando l'interruzione dell'evoluzione, che deve riprendere, terminato l'evento, dal punto di partenza, limitando così le possibilità di arricchimento della flora.
Ciononostante è stato ritrovato nel sito Confluenza Rio S. Valentino il poco frequente in Trentino Cucubalus baccifer L., legato a boschi umidi di ripa e, nel sito Borghetto sud, la rara Cyperus glomeratus L., a discontinua distribuzione in Trentino.
Dal punto di vista faunistico le piene limitano la presenza di animali strettamente terricoli, quali Mammiferi, Anfibi e molti Invertebrati.
Ma questi residui lembi di sponda paranaturale del fiume Adige, testimoniano quale potrebbe essere la potenzialità faunistica del fiume, se non fosse artificialmente conformato come un canale con sezione ristretta rispetto quella naturale, con rigide arginature e con ricorrenti pulizie della vegetazione igrofila per motivi di sicurezza idraulica.
Fra gli uccelli sono comunque ospitate specie interessanti come il cormorano o l'airone cenerino e anche di pregio come il piro piro piccolo a Borghetto sud e nord e il cannareccione a Borghetto nord, e a Confluenza Rio S. Valentino.
Qualche cenno in più merita la zona Ischia di Isera (area A nella cartografia) perché in epoca recente, prima metà del XX secolo, come del resto è possibile evincere dallo stesso toponimo, era un'area di naturale divagazione del fiume Adige.
Negli anni cinquanta la zona umida ha subito forti alterazioni in particolare per la realizzazione delle infrastrutture che attraversano la valle dell’Adige. Rimane comunque significativa la sua estensione di circa 6 ettari e la sua localizzazione lungo i corridoi migratori degli uccelli acquatici.
Nel sito Ischia di Isera vi sono presenze significative di flora e soprattutto di fauna di pregio.
Per la flora possono essere citate Carex acuta L., non frequente nel Trentino; Consolida regalis Gray, legata a coltivazione di cereali e quindi in progressivo regresso; Lotus tenuis Waldst. & Kit. ex Willd., specie di luoghi umidi, poco frequente in Trentino; Lycopus europaeus L. subsp. mollis (A. Kern.) Skalicý, piuttosto rara in provincia.
Dal punto di vista faunistico, le indagini effettuate hanno evidenziato, soprattutto dopo gli interventi di riassetto naturalistico, la presenza di alcune specie interessanti quali Tuffetto, Svasso maggiore, Airone cenerino, Moretta, Moriglione, Nibbio bruno, Poiana, Gavina, Picchio verde, Picchio rosso, Ballerina bianca, Pigliamosche, Rampichino e molte altre più comuni.
Progetti in cui la Riserva è stata coinvolta
progetto Némos
vedi sotto il link alla pagina di progetto