Descrizione
Si tratta di una valle modellata dal glacialismo recente, che presenta aspetti naturalistici di grande rilevanza.
La gestione viene svolta dall'Agenzia provinciale delle Foreste Demaniali, che ne cura la pianificazione, la programmazione e l'esecuzione degli interventi.
La proprietà demaniale, nata agli inizi del 1900 attraverso un esproprio per scopi militari, presenta oggi una superficie totale di 782 ettari, con una netta prevalenza di ambienti a pascolo e prato-pascolo ed una superficie boscata di circa 230 ettari, parzialmente derivata da rimboschimenti effettuati nel periodo pre e post bellico (Grande Guerra).
La particolare collocazione geografica e la spettacolarità di molti ambienti, determinano un'importante valenza turistica, ricreativa e sportiva del territorio a cui si affiancano funzioni produttive e di tutela. Questa vocazione viene tenuta in considerazione nella gestione selvicolturale, finalizzata a migliorare la struttura e la stabilità dei popolamenti, con scelte mirate per le aree maggiormente frequentate.
La flora è particolarmente ricca ed include varie entità rare e con distribuzione localizzata. La fauna è altrettanto varia, comprende gli animali tipici degli ambienti di media e alta montagna e e alcune specie di piccoli invertebrati di rilevante interesse scientifico.
Nella Piana delle Viote trova posto anche un'interessante torbiera che conserva rare varietà botaniche nonché endemismi floristici e preglaciali di fauna invertebrata.
Nel 1500 il territorio dell'attuale Riserva, apparteneva, come tutta la montagna del Bondone (allora chiamata Monte Vason) al Principe Vescovo di Trento, che si era riservato il diritto esclusivo di caccia. Successivamente, come ringraziamento alla comunità del Bondone, per aver contribuito alla costruzione del Duomo di Trento e alla fornitura di legna da ardere, il Vescovo procedette alla suddivisione della montagna, donandola per gradi alle comunità di Sopramonte, Sardagna, Garniga, Cavedine, Baselga di Bondone e Vigolo Baselga.
Nel XIX secolo la conca delle Viote venne trasformata in pascoli e praterie falciabili e iniziò l'attività di allevamento del bestiame. In seguito l'area divenne una base strategica austriaca e vide la costruzione delle tipiche caserme in pietra che ancora oggi si possono ammirare.
La Riserva Naturale Integrale occupa la valle di origine glaciale che dalla piana delle Viote raggiunge le Tre Cime: il Doss d'Abramo (2.140 m), il Cornetto (2.176 m) e la Cima Verde (2.102 m). La conca è costituita da un substrato di rocce sedimentarie (marne calcaree e scisti marnosi) dell'Eocene ricoperto da abbondanti depositi morenici di origine glaciale. Più in alto, sulle Tre Cime, prevalgono i calcari bianchi e rossi del Giurassico e argillosi del Cretaceo, ricchi di fossili. Nell'area protetta scorrono tre corsi d'acqua: il Rio Val Magna, che scendendo a valle prende il nome di Roggia di Garniga, la Roggia di Sopramonte e la Roggia dei Molini, che confluiscono nel Torrente Vela.
La superficie forestale è rappresentata da fustaie irregolari e coetanee di abete rosso, in gran parte artificiali. Negli ultimi anni, grazie ad una gestione del bosco di tipo naturalistico, che ha soppiantato quella ormai superata di tipo monocolturale, i boschi di abete rosso si stanno lentamente convertendo in popolamenti più strutturati e misti con presenza di larice, abete bianco e pino cembro. In Val Magna e in località Pozze sono presenti fustaie naturali di abete rosso e larice con qualche abete bianco, faggio e sorbo, interrotte qua e là da radure prative. Nella parte alta della Riserva prendono il sopravvento le mughete con qualche esemplare sparso di larice.
L'aspetto più caratteristico della copertura vegetale della Riserva è senz'altro rappresentato dalla flora erbacea: si trovano endemismi preziosi come la Bonarota comune (Paederota bonarota), il Geranio argentino (Geranium argenteum) e il Raponzolo di roccia (Physoplexis comosa) assieme ad altre specie di rilievo come Paeonia officinalis, Anemone alpina, Anemone montana e tante altre.
La parte più alta della Riserva è saltuariamente frequentata da caprioli, che però preferiscono la conca delle Viote dove trovano cibo in abbondanza; fra le rocce delle Tre Cime è stata segnalata la presenza del camoscio.
Tra le specie di uccelli si ricordano il gallo cedrone, il gallo forcello, il corvo imperiale, il gracchio alpino e l'aquila reale.
Da segnalare inoltre, la presenza del "Giardino Botanico Alpino Viote del Monte Bondone", una struttura a carattere scientifico, didattico e divulgativo gestita dal MUSE-Museo delle Scienze di Trento.