Prati di Monte

Lago di Valda

Riserva naturale provinciale

Situata nella parte sommitale del Dossone di Cembra, complesso montuoso di natura porfirica che divide Val d'Adige da Val di Cembra, il cuore della riserva naturale è il Lago di Valda, piccolo e raro "lembo di artico" collocato nella nostra regione.

La Riserva è anche Zona Speciale di Conservazione ed è una delle aree protette che costituiscono la Rete di Riserve Val di Cembra Avisio.

Descrizione

La particolare morfologia del Dossone di Cembra - la cui parte sommitale forma una sorta di ripiano stretto, allungato e ondulato, ricco di dossi e piccoli avvallamenti - è dovuta all'azione erosiva dei ghiacciai del periodo Quaternario che, agendo con il loro immane peso come una gigantesca pialla, modellarono la montagna scavando conche e arrotondando i rilievi. Quando i ghiacciai si ritirarono, all'incirca 15.000 anni or sono, le depressioni libere dai ghiacci furono ben presto occupate da limpidi laghetti post-glaciali. Tutti questi laghetti sono andati incontro nei secoli ai naturali processi di evoluzione e di invecchiamento, e così, col tempo, sono stati gradualmente colmati dall'accumulo della vegetazione igrofila, che ha dato vita a processi di intorbamento.
Non tutti, però, si sono colmati in egual misura, e ciò è essenzialmente dovuto alle diverse dimensioni originali dei bacini. A tutt'oggi alcuni sono ancora "laghi" in senso stretto, come per esempio il Lago Santo di Cembra, mentre in altri lo specchio d'acqua è coperto da ampi aggallati (per esempio Lago Nero e Lago del Vedes), ed altri ancora sono torbiere del tutto prive di specchi d'acqua (per esempio, Paluda de La Lot e Lagabrun).

In uno dei tanti avallamenti sommitali è situato il Lago di Valda. Esso presenta i caratteri tipici delle torbiere di transizione, ma in vari tratti l'ambiente è arricchito dalla presenza della vegetazione delle torbiere alte, ecosistemi di straordinario interesse botanico, decisamente rari sul versante meridionale delle Alpi.

Il lago conserva una pozza centrale a memoria del vecchio bacino, completamente circondata da un vasto aggallato, una sorta di prato appoggiato sulla superficie lacustre, vero e proprio tappeto di piante intrecciate che galleggia sull'acqua isolandone al di sotto una grande "bolla (una sorta di "lago fossile").

Si noti che ancor oggi questa torbiera, come varie altre, viene chiamata con il nome di "lago", a popolare ricordo della sua origine.

Il Lago di Valda ospita un gran numero di specie vegetali rarissime sulle Alpi e oggi diffuse tutt'intorno al Polo, proprio nell'Artico. Sono piante che, nel periodo immediatamente post-glaciale, erano diffuse nel nostro territorio: con l'innalzamento della temperatura dovuto al cambiamento del clima sono però completamente scomparse, ad eccezione di queste piccole isole che le hanno conservate come "relitti glaciali".
Per la maggior parte sono specie di piccole o piccolissime dimensioni, estremamente delicate, che vivono proprio sugli sfagni della torbiera: tra le più preziose si possono citare le rarissime giuncastrello delle torbiere (Scheuchzeria palustris), Rhynchospora alba, la pianta insettivora drosera (Drosera longifolia), Lepidotis inundata, Carex pauciflora e il mirtillo minore (Vaccinium microcarpum).

La torbiera, essendo un ambiente "estremo", non è in grado di fornire molte risorse alla fauna, che qui è poco abbondante.
Solo gli Insetti acquatici sono ben rappresentati, popolando le pozze con decine di specie diverse.
Tra la fauna vertebrata, è doveroso sottolineare il ruolo che la zona umida svolge in qualità di ambiente riproduttivo per gli Anfibi come il tritone alpestre (Triturus alpestris), la rana di montagna (Rana temporaria) e il rospo comune (Bufo bufo); va infine segnalato che il territorio circostante la torbiera ospita ancora il raro gallo cedrone (Tetrao urogallus), il "gigante" tra gli uccelli del bosco.

Studi

  • progetto di definizione naturalistica e catastale

Riserva naturale provinciale Prati di Monte - attività ammesse e divieti

Estratto dalla delibera istitutiva e da eventuali delibere modificative, con le attività ammesse ed i limiti e divieti previsti per la Riserve naturale provinciale.
Fanno fede in ogni caso le indicazioni riportate nelle delibere richiamate in calce alla pagina.

Dove

Comuni interessati

Altavalle

Coordinate dell'area

Superficie

Unità di misuraValore
ettari 5,99

Ulteriori informazioni

Elementi di interesse

Prati di Monte

Zona Speciale di Conservazione (ZSC)

Bacino di origine glaciale sul Dossone di Cembra, scavato nei porfidi e completamente occupato dalla vegetazione delle torbiere di transizione.

Documenti correlati

Deliberazione della Giunta Provinciale n. 281 del 18/01/1994

Individuazione del biotopo di interesse provinciale denominato 'PRATI DI MONTE' ai sensi dell'art. 5 della legge provinciale 23 giugno 1986, n. 14 e s.m. e integrazioni, 'Norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico'.

Rete di Riserve Val di Cembra Avisio

Il suo ambiente selvaggio e montano si alterna con quello coltivato, soprattutto con vigneti che danno origine a vini pregiati. Il paesaggio è segnato da ripidi versanti terrazzati che scendono fino al torrente Avisio, ambiente fluviale di particolare interesse naturalistico.

Rimasta ai margini dei grandi flussi dei decenni scorsi, oggi la Val di Cembra mette in gioco questa genuinità, anche grazie alla Rete di Riserve che crea sinergie, collaborazioni e progetti di sviluppo.

Ultimo aggiornamento: 11/03/2026 12:36

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