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Il documento conclude che nel periodo di validità del Piano Energetico Ambientale Provinciale 2021-2030, la ricerca e sviluppo nel territorio trentino saranno molto attivi dal punto di vista della meccatronica e della componentistica e che saranno quindi un polo di attrazione anche per numerosi investimenti da parte di aziende del settore che vogliano sviluppare tali tecnologie. Da un punto di vista dell’utilizzo locale l’idrogeno la situazione trentina si allinea al quadro
italiano che vede un forte interesse da parte di aziende che vorrebbero utilizzare l’idrogeno per ridurre le loro emissioni climalteranti ma sono al momento bloccate dai costi della filiera elevati e dalla mancanza di sussidi per poterli abbattere.
Infine, il territorio provinciale e la sua rete di distribuzione del vettore energetico presentano caratteristiche di frammentazione derivate dalla morfologia e dalle densità abitative così diverse sul territorio. In questo contesto risulta quindi difficile pensare in un futuro prossimo una diffusione capillare del vettore idrogeno come fonte termica primaria se non nella forma miscelata al gas naturale. Sulla base degli studi effettuati infine si evince che rimangono di interesse per
sperimentazioni di piccola taglia tutti quei contesti di peculiarità nei quali una produzione o una distribuzione localizzata avranno il vantaggio di sostituire celle di combustione non performanti e ormai obsolete come per esempio nei casi di centrali a gasolio di medie dimensioni.