A 19 anni, il campione del mondo del lungo porta sul palco la freschezza di un talento naturale e la sicurezza di chi sa già gestire la ribalta. Mattia Furlani è l’oro che illumina il Festival dello Sport di Trento. Carisma, spontaneità e un sorriso disarmante: il ragazzo di Grottaferrata è la nuova faccia dell’atletica italiana, quella capace di far sognare anche chi resta con i piedi ben piantati a terra. All’Auditorium, per accoglierlo, parte la colonna sonora di Superman. «Ho rivisto tante volte il mio salto, direi che tutte le riproduzioni su YouTube sono mie», se la ride.
«Da dove vengo? Dalle vacanze: sono stato alle Mauritius. Ora, con il team, iniziamo a organizzare il lavoro, lo faremo rispettando la mia crescita biologica. Non ho ancora mai affrontato una preparazione da adulto, da fisico già formato. Sono contento di aver investito su me stesso, sulla preparazione, sulla prevenzione. Molti ragazzi che vogliono eccellere nell’atletica non si muovono con questo bene in testa. Il risultato lo devi cercare, volere. Prendete un mostro come Duplantis: ogni anno fa meglio, perché si presenta sano, integro. A Tokyo ho fatto il salto perfetto, ho dato tutto e mi ero imposto di conquistare almeno una medaglia. Mio fratello dice sempre che il salto migliore è il quinto. Sono rimasto tranquillo anche dopo il primo, sapevo di stare bene. Sapevo che, se azzeccavo quello giusto, non ci sarebbe stato nulla per nessuno».
Data di pubblicazione: 11/10/2025