Descrizione
La Foresta demaniale di Scanuppia presenta ampi pendii basali ricoperti di bosco a latifoglia, poi, più in alto, pascoli e prati, bosco misto e distese sommitali dove spiccano il rododendro, il pino mugo e arbusteti d'alta quota che favoriscono la permanenza e la diffusione dei tetraonidi.
La porzione più elevata dell'altipiano evidenzia la natura calcarea del substrato e la diffusione delle coltri moreniche che addolciscono la morfologia generale del sito.
La gestione della Riserve viene svolta dall'Agenzia provinciale delle Foreste Demaniali, che ne cura la pianificazione, la programmazione e l'esecuzione degli interventi.
Il recente restauro di Malga Palazzo ha permesso di mettere a disposizione una struttura destinata a incontri di studio, di ricerca e di promozione.
Dal punto di vista forestale è dominante l'abete rosso in consociazione con l'abete bianco e il faggio, che oltre i 1750 metri lasciano vasti spazi aperti per il pascolo. Alle quote superiori il larice trova un habitat elettivo e arricchisce la foresta con i suoi cromatismi intensi e particolari. La mugheta allo stato puro dilaga sopra i 1900 metri di quota fino al crinale spartiacque.
La Foresta demaniale della Scanuppia riveste da sempre notevole interesse faunistico soprattutto per la presenza significativa del gallo cedrone e del gallo forcello, ma anche del camoscio e del capriolo, dell'aquila, del francolino di monte e della martora.
L'esercizio venatorio attualmente è vietato nell'intera Riserva.
All'interno della Foresta, si trovano Malga Imprech con l'omonimo alpeggio tuttora monticato e lo splendido edificio rinascimentale di Malga Palazzo, costruito nel 1589, recentemente restaurato.
L'accesso all'alpe da Besenello, avviene su strada cementata molto ripida, lunga 7,5 chilometri con un dislivello di 1317 metri. La strada è chiusa al traffico a motore così come a ciclisti e biker.
Il nome
E' una deformazione del toponimo originale cimbro Laitterperg (Leiterberg), ovvero Monte della scala. Da Scalucla, Scalucola, Scanucia, Piccola scala. Ciò è dovuto alla presenza delle numerose rampe d'accesso che un tempo ospitavano parecchi gradini per facilitare l'ascesa. Oggi la strada è cementata ma qua e là si intravedono ancora i segni dei gradini e delle scie verticali dove transitavano i carri e le slitte per il trasporto a valle di legname e di fieno.
La storia
Fin dal primo Rinascimento la nobile famiglia austriaca dei Conti Trapp, proprietaria dell'intera area compreso il sottostante Castel Beseno, aveva destinato il monte della Scanuppia a diventare la propria tenuta di montagna da usarsi come alpeggio, approvvigionamento di legname, luogo di villeggiatura e riserva di caccia esclusiva dove abbondavano camosci, caprioli e galli cedroni.
Al centro della tenuta, in alto, nel 1589 venne costruita Malga Palazzo, singolare espressione di architettura fortificata di montagna, in muratura e legno, 400 mq di superficie, recentemente restaurata e portata ai caratteri formali originari. La "Casa di sua Signoria illustrissima", come indicato in documenti del '600, divenne fin da allora un punto di riferimento per l'intera comunità locale. Nei tempi di crisi infatti, tra guerre e conflitti, alluvioni e inondazioni, continuò a fornire lavoro, latte e derivati alle popolazioni della Vallagarina e dintorni.
Nelle immediate vicinanze della Malga, gli stessi Conti Trapp fecero costruire una seconda costruzione, destinata ad ospitare il bestiame.
Nel 1990 la Provincia autonoma di Trento acquisì dal Conte Osvaldo Trapp l'intera area, successivamente sottoposta con Decreto della Giunta provinciale a vincolo di tutela quale "Riserva guidata della Scanuppia-Monte Vigolana".
Poi, in seguito alla Legge provinciale nr. 11 del maggio 2007 l'intera area protetta venne inserita tra le Riserve naturali provinciali.
Pubblicazioni
- Umberto Raffaelli (a cura di): Il Palazzo sulla montagna di Scanuppia, pp. 159, Soprintendenza per i Beni Architettonici, Provincia autonoma di Trento, TRENTO 2008