Descrizione
La riserva prende il nome dal mulino poco distante, uno dei pochi mulini ad acqua sopravvissuti in Trentino.
Dal 1858 fino ai primi anni Ottanta del secolo scorso ha svolto un’intesa attività artigianale di macinazione dei cereali, dal frumento al granoturco, alla segale. All’inizio del ventesimo secolo il mugnaio installò sul mulino una dinamo, che lo trasformò nel primo edificio dotato di illuminazione della zona.
Ora l’antico mulino è diventato un museo, gestito dall'Ecomuseo dell'Argentario, e costituisce un’importante testimonianza dell’attività agricola tradizionale in Trentino e in particolare, grazie ad una mostra di strumenti e macchinari, illustra e recupera gli aspetti più peculiari della vita del mugnaio.