“Apre all’Europa la porta del sole”: così titolava il quotidiano L’Adige il 3 febbraio del 1963, raccontando ai lettori l’imminente inizio della costruzione dell’autostrada del Brennero. La grande infrastruttura, dopo soli dieci anni di lavori, avrebbe inaugurato nel 1974, quando i 314 chilometri dal Brennero a Modena sarebbero diventati interamente percorribili. Era nata l’A22. L’opera viabilistica, oltre al ruolo di ponte tra Mitteleuropa e Mediterraneo sull’asse Nord-Sud, ha rappresentato per il Trentino e per il Sudtirolo un vero e proprio motore di crescita: la condizione che ha consentito al territorio atesino di svilupparsi negli anni successivi. A distanza di cinquant’anni da quegli eventi – l’ultimo tratto dell’A22 aprì al traffico l’11 aprile del 1974 – transitano oggi sulla Brennero-Modena 70 milioni di veicoli all’anno. Con una percentuale del 5% della rete autostradale italiana, sull’Autobrennero si concentra oltre il 10% dell’import- export nazionale.
In occasione dell’anniversario, Fondazione Museo storico del Trentino e Autostrada del Brennero Spa promuovono a Le Gallerie una grande mostra su “La Via del Brennero”, una riflessione sul significato dell’autostrada in Trentino e nel Sudtirolo nel più ampio contesto culturale che vede il valico del Brennero al centro di una storia millenaria. Il percorso espositivo è realizzato in collaborazione con la Fondazione Ing. Lino Gentilini. L’iniziativa, proposta per il cinquantesimo di A22, ricorda anche i cinquant’anni dall’apertura al traffico dei due tunnel stradali della tangenziale di Trento – dove è allestita la mostra – riconvertiti nel 2008 nello spazio espositivo de Le Gallerie, curato dalla Fondazione Museo storico del Trentino.
Data di pubblicazione: 11/04/2024