La Provincia Autonoma di Trento ha deciso di estendere l'indennizzo per i danni subiti durante la stagione apistica 2024 anche ai nuclei.
Questa scelta di istituire questo nuovo indennizzo per il 2026 è stata presa tenendo in considerazione diversi fattori concreti, basati sull'analisi della situazione reale e sui pareri degli esperti. L'amministrazione ha preso atto che la campagna apistica 2024 in Trentino è stata estremamente difficile a causa di un inverno mite, seguito da una primavera molto piovosa che hanno compromesso le fioriture (come tarassaco e acacia), azzerando quasi la produzione di miele e costringendo gli apicoltori a nutrire artificialmente le api con estrema frequenza. Questa situazione ha provocato un netto calo dei redditi e un aumento dei costi di gestione.
Questo specifico aiuto andrà a indennizzare le perdite subite per l'allevamento dei soli nuclei di api, ovvero le nuove famiglie create per il ricambio interno dell'azienda o destinate alla vendita. I nuclei validi per il calcolo sono quelli regolarmente denunciati nel censimento apistico al 31 dicembre 2023 (escludendo gli apiari fuori provincia censiti come stanziali).
Il contributo previsto varia da 25,00 € a 39,50 € per ogni nucleo, calcolato in base all'eventuale adesione a polizze assicurative per la produzione di miele 2024 e all'iscrizione alla Sezione Prima dell'APIA. L'importo massimo erogabile è fissato a 25.000 € per beneficiario (conteggiando anche eventuali indennizzi già ricevuti per la stessa calamità), mentre la quota minima erogata è pari a 100 €
L'indennizzo copre gli apiari posizionati nel territorio della provincia di Trento. Gli apiari che si trovano fuori provincia sono ammessi soltanto se risultano registrati in Banca Dati Apistica (BDA) come "NOMADI". Sono quindi tassativamente esclusi gli apiari fuori dal Trentino registrati come "STANZIALI", anche se l'apicoltore proprietario ha la sede legale in provincia.
È obbligatorio aver adempiuto anche al censimento apistico relativo al periodo compreso tra il 1° novembre 2025 e il 31 dicembre 2025, denunciando la presenza di almeno un alveare. Il mancato rispetto dei tempi di questo censimento rende la domanda inammissibile.
Ogni beneficiario ha la possibilità di presentare una sola domanda di aiuto.
La firma digitale apposta sulla domanda deve appartenere esclusivamente al legale rappresentante dell'azienda o a un soggetto che è stato espressamente delegato.
Il tetto massimo del contributo concedibile è di 25.000 € per ogni beneficiario. In questo calcolo vanno conteggiati anche gli eventuali fondi già percepiti in virtù della precedente delibera (la n. 638 del 9 maggio 2025). L'importo minimo che può essere erogato per ogni domanda è invece pari a 100 €.
Questo indennizzo non si può cumulare con altri aiuti pubblici che sono stati concessi per le stesse identiche finalità o perdite.
Il contributo rientra nel regime degli aiuti di Stato agricoli "de minimis". Questo significa che un'unica impresa non può ricevere più di 50.000 € totali all'interno di questo regime nell'arco di tre anni.
La Provincia ha stanziato un budget totale di 100.000 €. Nel caso in cui questa dotazione finanziaria non fosse sufficiente a coprire l'importo totale di tutte le domande giudicate ammissibili, il contributo assegnato a ciascun beneficiario verrà ridotto in modo proporzionale.
Il beneficiario ha l'obbligo di consentire al personale del Servizio Agricoltura il libero accesso alle proprie strutture e alla documentazione, in modo da permettere i controlli previsti dalla normativa.