Descrizione
Il programma strategico per il decennio digitale 2030 definisce il quadro per la trasformazione digitale dell'UE. La Commissione monitora la sua evoluzione ogni anno con una relazione sullo stato del decennio digitale.
La relazione sullo stato del decennio digitale 2025 offre una panoramica completa della trasformazione digitale dell'UE; traccia una mappa dei progressi compiuti verso i traguardi e gli obiettivi per il 2030 e mette in evidenza i risultati e le lacune, proponendo nel contempo raccomandazioni concrete e attuabili ai paesi dell'UE valuta, inoltre, i progressi compiuti per quanto riguarda i progetti multinazionali e monitora l'applicazione della dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali. Esamina anche i principali fattori e sfide, tra cui l'attuale paradigma geopolitico, l'aumento dell'IA generativa e il suo impatto sulla competitività e sulla produzione di energia. Le dipendenze strategiche persistenti minacciano la sicurezza economica e la sovranità tecnologica dell'UE, in particolare nei settori dei semiconduttori, delle infrastrutture cloud, dei dati e delle tecnologie di cibersicurezza.
La relazione 2025 sottolinea la necessità di mantenere le persone e le società impegnate in un contesto sempre più ibrido e complesso, valuta le tabelle di marcia strategiche nazionali aggiornate per il decennio digitale ed esorta a rinnovare l'azione in materia di trasformazione digitale e sovranità tecnologica. Tali questioni sono analizzate in cluster, definiti in base al loro contributo a:
- un'UE competitiva, sovrana e resiliente
- proteggere e responsabilizzare le persone
- sfruttare la trasformazione digitale per l'inverdimento intelligente
- armonizzare le politiche e la spesa digitali
Sfide e fattori chiave
Nel 2025, nonostante un contesto complesso, il programma strategico per il decennio digitale rimane una bussola centrale che guida la trasformazione digitale dell'UE. Sono stati compiuti progressi in settori quali la digitalizzazione dei servizi pubblici, la copertura di base del 5G e l'installazione di nodi periferici per un trattamento dei dati più rapido ed efficiente, ma permangono lacune critiche. Gli Stati membri hanno compiuto sforzi per dare seguito alle raccomandazioni dello scorso anno, delineando nelle rispettive tabelle di marcia un totale di 1.910 misure per un valore di 288,6 miliardi di euro (1,14% del PIL dell'UE). Tuttavia, la relazione mette in evidenza le sfide strutturali e le nuove preoccupazioni:
- Sebbene vi siano alcuni progressi, la diffusione dell'infrastruttura di connettività, come le reti stand-alone in fibra ottica e 5G, è ancora in ritardo. I dati mostrano alcuni miglioramenti nella distribuzione dei nodi periferici, consentendo un'elaborazione dei dati più rapida con un consumo energetico inferiore. I cavi dati sottomarini e i sistemi satellitari rimangono sottosviluppati e vulnerabili alle dipendenze esterne e ai rischi per la sicurezza.
- L'adozione dell'intelligenza artificiale (AI), del cloud e dei big data da parte delle aziende è migliorata, ma deve essere accelerata. L'UE continua a dipendere da fornitori esterni per i servizi di IA e cloud, spesso utilizzati nei servizi pubblici, nonché per la produzione di semiconduttori e componenti dell'infrastruttura quantistica.
- Poco più della metà degli europei (55,6%) possiede un livello di base di competenze digitali, che sono fondamentali per la resilienza della società alle minacce online, comprese quelle che incidono sull'integrità delle informazioni, sul benessere mentale e sui minori. La disponibilità di specialisti in TIC con competenze avanzate rimane bassa e con un forte divario di genere, ostacolando i progressi in settori chiave, come la cibersicurezza e l'IA.
- Nel 2024 l'UE ha compiuto progressi costanti nella digitalizzazione dei servizi pubblici fondamentali. Una parte sostanziale dell'infrastruttura digitale governativa continua a dipendere da fornitori di servizi al di fuori dell'UE.
- Il futuro digitale dell'UE sta diventando sempre più dipendente da una produzione stabile di energia. La domanda di energia in aumento esponenziale, anche legata al crescente uso dell'IA, sta rapidamente superando lo sviluppo di un approvvigionamento energetico pulito e affidabile e della capacità di rete in tutta l'UE. Questa discrepanza sta emergendo come un potenziale ostacolo significativo all'espansione delle tecnologie digitali chiave e ritarda la capacità dell'UE di sfruttare appieno l'IA e l'innovazione basata sui dati per la competitività economica.
- La mancanza di una collaborazione efficace tra il settore civile e il settore della difesa sta causando ritardi nel progresso delle tecnologie digitali a duplice uso, come l'IA, il calcolo quantistico e i semiconduttori.
- La relazione evidenzia inoltre le sfide sociali urgenti legate alla digitalizzazione nell'UE. Mentre la tecnologia avanza, la trasformazione digitale ha intensificato le vulnerabilità e le disuguaglianze, colpendo in particolare i minori e la salute mentale. Una delle principali preoccupazioni è l'integrità delle informazioni, con l'88% degli europei che esprime preoccupazione per le notizie false e la manipolazione online e il 90% che considera la protezione dei minori online una priorità fondamentale. Tali rischi, amplificati dall'IA e dalle piattaforme online, minacciano di compromettere l'integrità democratica, di approfondire la polarizzazione sociale e di erodere la fiducia dei cittadini.
Il 2025 sarà un anno cruciale per accelerare le azioni volte ad affrontare le sfide principali e promuovere la trasformazione digitale dell'UE. Conseguendo i traguardi e gli obiettivi del decennio digitale, l'UE può sbloccare vantaggi economici sostanziali, stimati fino all'1,8% del suo PIL, salvaguardare la sua sovranità e garantire che i suoi cittadini siano protetti e in grado di trarre pieno vantaggio dalla diffusione delle tecnologie digitali.
Continuare a costruire la sovranità dell'UE e il futuro digitale
La relazione delinea le azioni specifiche raccomandate per conseguire i traguardi e gli obiettivi del decennio digitale:
- ulteriori investimenti da fonti pubbliche e private e un migliore accesso al capitale di rischio per le imprese dell'UE al fine di rafforzare l'innovazione ed espandere le tecnologie strategiche. Dovrebbero essere privilegiati investimenti mirati in settori critici, quali le infrastrutture di connettività avanzate, i semiconduttori all'avanguardia, le infrastrutture cloud e di dati sicure e sovrane, l'IA e il calcolo quantistico, la cibersicurezza e lo sviluppo delle competenze digitali, in quanto sono pronti a produrre rendimenti significativi in termini di crescita e produttività.
- riforme strutturali nell'UE per rafforzare e integrare il suo mercato unico, garantendo la sovranità tecnologica ed economica. Tali riforme mirano a rafforzare la sovranità e la sicurezza delle tecnologie e delle infrastrutture dell'UE, in particolare nell'ambito della connettività e dell'erogazione dei servizi pubblici. L'UE persegue attivamente tali obiettivi attraverso misure imminenti quali la legge sulle reti digitali, la strategia quantistica e la legge sullo sviluppo del cloud e dell'IA.
- semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi per le imprese dell'UE, anticipando i pacchetti e le iniziative Omnibus, come i portafogli delle imprese dell'UE, che ridurranno le complessità inutili, creando un ambiente più innovativo e competitivo all'interno dell'UE.
Fonte e immagine: Commissione europea