Relazione spazio Schengen 2026

La relazione della Commissione mostra che lo spazio Schengen continua a essere resiliente e pronto per le sfide future

Data di pubblicazione:

21/05/2026

© EU -Frontex - Attribuzione

Descrizione

Il 18 maggio la Commissione ha pubblicato la sua quinta relazione sullo stato di Schengen, esaminando gli sviluppi nello spazio Schengen nell'ultimo anno e fissando le priorità per l'anno a venire. Lo spazio Schengen continua a dimostrare resilienza, sostenuto da sforzi collettivi a livello sia dell'UE che nazionale.

Lo spazio Schengen è uno dei risultati più tangibili e apprezzati dell'Unione europea, che consente a oltre 450 milioni di cittadini dell'UE di viaggiare, lavorare, studiare e vivere liberamente attraverso le frontiere, sostenendo nel contempo il commercio, il turismo e la libera circolazione delle merci vitali per l'economia europea, insieme a una forte cooperazione per proteggere le frontiere esterne dell'Unione.

La relazione sullo stato di Schengen per il 2026 evidenzia i risultati significativi conseguiti nell'ultimo anno. Tra queste figurano una migliore protezione delle frontiere esterne e una diminuzione del 26% degli attraversamenti illegali delle frontiere nel 2025 rispetto al 2024. Gli sforzi congiunti hanno inoltre portato a rimpatri più efficaci delle persone che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE, con un tasso di rimpatrio del 28% nel 2025, il tasso di rimpatrio più elevato degli ultimi 10 anni. Una tappa fondamentale per la protezione delle frontiere esterne è stata il pieno avvio del sistema di ingressi/uscite (EES) nell'aprile 2026, che ha permesso di realizzare uno spazio Schengen più forte e digitalizzato. Già nei primi sei mesi di funzionamento, gli Stati membri hanno registrato oltre 66 milioni di ingressi e uscite e 32.000 persone, che non avevano il diritto di entrare nell'UE, sono state respinte. La Commissione ha inoltre adottato la prima strategia dell'UE in materia di visti nel gennaio 2026.

Allo stesso tempo, la relazione ha dimostrato che permangono sfide che richiedono azioni a livello dell'UE e da parte degli Stati Schengen. Ciò è particolarmente importante nel contesto geopolitico odierno, che richiede una maggiore responsabilità collettiva per garantire che lo spazio Schengen rimanga sicuro, unito e resiliente.

Le priorità per il quinto ciclo Schengen (2026-2027) si concentreranno sul consolidamento dei risultati, sull'eliminazione delle lacune rimanenti e sul miglioramento della preparazione per affrontare le sfide attuali e future. I lavori proseguiranno nei seguenti settori:

  • Sostenere la dimensione esterna di Schengen: anche con l'imminente proposta di revisione del codice dei visti, che affronterà gli elementi di sicurezza della politica dell'UE in materia di visti. Sarà inoltre data priorità allo sviluppo di partenariati con paesi chiave per attrarre talenti per l'innovazione e rafforzare la competitività globale dell'UE.
  • Una frontiera esterna integrata per uno spazio Schengen sicuro: promuovere la digitalizzazione delle procedure, con la prosecuzione dell'attuazione del nuovo sistema di ingressi/uscite e l'avvio dell'ETIAS (Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi), la nuova autorizzazione ai viaggi per i viaggiatori esenti dall'obbligo del visto. Ciò sarà ulteriormente sostenuto dall'efficace attuazione del regolamento sugli accertamenti e da una pianificazione di emergenza rafforzata nell'ambito del patto sulla migrazione e l'asilo.
  • Un sistema di rimpatrio efficace: gli Stati Schengen dovrebbero rafforzare ulteriormente le capacità operative e gli strumenti a sostegno dei rimpatri, avvalendosi anche del sostegno di Frontex. Un'attuazione efficace della nuova procedura di rimpatrio alla frontiera, una caratteristica fondamentale del patto sulla migrazione e l'asilo, rafforzerà ulteriormente il sistema di rimpatrio dell'UE. La Commissione presenterà inoltre una proposta legislativa sulla digitalizzazione dei rimpatri nel 2026, al fine di sviluppare sistemi digitali di gestione dei casi in questo settore. Ciò contribuirà ulteriormente a ridurre il carico di lavoro amministrativo delle autorità nazionali, semplificando e automatizzando i processi.
  • Consolidamento del quadro operativo per la cooperazione in materia di sicurezza interna attraverso un dialogo strutturato continuo facilitato dal coordinatore Schengen con tutti gli Stati membri interessati o interessati dai controlli alle frontiere interne, in vista della graduale revoca dei controlli.
  • Rafforzare la governance Schengen con finanziamenti strategici nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine (QFP) e discussioni più sistematiche specifiche per paese. A livello dell'UE i lavori dovrebbero continuare a completare l'adesione di Cipro a Schengen, a conseguire la piena attuazione delle norme Schengen pertinenti per la sicurezza interna in Irlanda e a proseguire un forte impegno con i paesi dell'allargamento.

La Commissione invita il Consiglio Schengen a discutere la relazione sullo stato di Schengen per il 2026 e ad adottare le priorità per il periodo 2026-2027 in occasione del Consiglio "Giustizia e affari interni" di giugno.

Dal 2022 la Commissione valuta annualmente lo Stato di Schengen nell'ambito di un quadro di governance Schengen rafforzato. Questo esercizio segna il proseguimento dell'iniziativa della Commissione volta a rafforzare la governance comune dello spazio Schengen e a garantire una risposta strutturata, coordinata e comune alle sue sfide.

Fonte: Commissione europea

Proprietario dell’immagine: EU -Frontex

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