Cooperazione territoriale

Servono più fondi e maggiore flessibilità per il programma Interreg

Data di pubblicazione:

20/05/2024

© Provincia autonoma di Trento -

Descrizione

Oltre 300 tra leader locali e regionali, esperti e professionisti del settore si sono riuniti in Croazia per discutere di come sostenere le regioni frontaliere attraverso una cooperazione territoriale europea più incisiva.

Partecipanti provenienti da 30 paesi europei – Stati membri dell'UE e altri paesi – si sono riuniti il 14 maggio a Sebenico (Croazia) e hanno chiesto maggiori finanziamenti e un ruolo più incisivo per la cooperazione territoriale, in particolare in vista di un possibile allargamento dell'Unione. Le sfide attuali e future di Interreg, uno dei programmi più noti dell'Unione europea, sono state discusse nel corso di una conferenza organizzata dal Comitato europeo delle regioni (CdR), in collaborazione con INTERACT e la presidenza croata dell'EUSAIR.

I 150 milioni di cittadini europei che vivono nelle regioni frontaliere sono i principali beneficiari dei progetti realizzati attraverso Interreg, il programma faro dell'Unione europea che da quasi 35 anni promuove la cooperazione territoriale transregionale e transnazionale.

Il convegno sul futuro di Interreg, organizzato dal CdR in collaborazione con INTERACT e con la presidenza croata della strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) ha richiamato l'attenzione dei governi nazionali e delle istituzioni UE sul ruolo fondamentale di Interreg per le regioni e le città, in particolare per rafforzare la coesione, favorire l'allargamento e rafforzare le relazioni con i paesi vicini dell'UE.

Le recenti crisi, dalla gestione dei flussi migratori alla pandemia di COVID-19 all'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, hanno posto le regioni d'Europa davanti a sfide senza precedenti, soprattutto quelle frontaliere che sono le più esposte. Le soluzioni più efficaci richiedono spesso la capacità di mobilitare competenze e risorse transfrontaliere, un obiettivo a cui Interreg può contribuire in modo decisivo.

Nel parere sul futuro della politica di coesione adottato recentemente dal CdR, i leader locali e regionali europei hanno chiesto che la dotazione di bilancio post-2027 per la politica regionale sia almeno equivalente a quella del periodo 2021-2027 in termini reali e che quella del programma Interreg sia accresciuta e rappresenti non meno dell'8 % dell'importo totale. Questo consentirebbe di rafforzare la cooperazione transfrontaliera dopo il rallentamento subito a causa delle restrizioni legate alla COVID-19 e dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.

Gli oltre 300 partecipanti presenti al convegno hanno delineato una visione strategica che consenta alla cooperazione territoriale europea di agire rapidamente grazie a maggiore flessibilità, sinergia e complementarità, anche grazie al rafforzamento dei poteri locali. Le proposte elaborate a Sebenico contribuiranno all'elaborazione di un parere del CdR sul futuro della cooperazione territoriale europea dopo il 2027.

La cooperazione territoriale europea, denominata "Interreg", è uno strumento fondamentale dell'UE per rafforzare la convergenza regionale. Nell'ambito della politica di coesione dell'UE, Interreg costituisce una pietra angolare dell'integrazione europea e della coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione, con particolare attenzione alle regioni che presentano svantaggi naturali o demografici e alle zone transfrontaliere. Per Interreg, il bilancio pluriennale dell'UE per l'attuale periodo 2021-2027 stanzia quasi 10 miliardi di EUR.

Gli 86 programmi nel quadro di Interreg – finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dallo strumento di preadesione (IPA) e dallo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) – operano a livello transfrontaliero nell'UE e alle sue frontiere esterne, rimuovendo gli ostacoli amministrativi, avvicinando i cittadini europei, contribuendo a risolvere problemi comuni a livello locale o regionale, facilitando la condivisione di idee e risorse e incoraggiando il lavoro strategico per la realizzazione di obiettivi comuni.

L'EUSAIR è una delle quattro strategie macroregionali dell'Unione europea. Abbraccia il bacino del Mare Adriatico e del Mar Ionio e coinvolge 10 paesi: quattro Stati membri dell'UE (Grecia, Croazia, parti dell'Italia e Slovenia), cinque paesi candidati (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia e Macedonia del Nord) e un paese terzo, San Marino. È l'unica strategia macroregionale che coinvolge paesi che non fanno parte dell'UE.

La presidenza di turno dell'EUSAIR ha un mandato di un anno ed è attualmente esercitata dalla Croazia (dal 1º giugno 2023).

Il programma Interact funge da sportello unico per i programmi Interreg ed è incentrato sul miglioramento del processo di cooperazione. Esso è inteso a rafforzare la capacità di gestione dei programmi Interreg, la governance e l'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE.

Fonte e foto: Comitato europeo delle regioni

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