Descrizione
L'ambiente/La fauna
La Foresta di Cadino si estende tra i 950 e i 2412 metri di quota nella valle di origine alluvionale che da Molina di Fiemme si inoltra nel cuore della Catena del Lagorai fino al Passo Manghen. Le vaste fustaie hanno sofferto enormi danni della storica alluvione del 1966 e dalla tempesta Vaia del 2018, oltre che dalle pullulazioni di bostrico.
La boscosa Val Cadino vede presenze storiche importanti oltre al Demanio provinciale: la Magnifica Comunità di Fiemme, la Regola Feudale di Rucadin, i Comuni di Castello Molina e Fornace, il Baron Longo di Egna.
La pianificazione forestale ha una tradizione lunghissima nelle Foreste Demaniali risalendo al 1874, anno in cui venne redatto il primo piano di assestamento forestale di cui si ha notizia per la foresta di Cadino.
L'Abete rosso è la conifera più diffusa, accompagnata dall'abete bianco in basso e da larice e cirmolo in alto, che a tratti diventano quasi esclusivi. Le latifoglie sono minoritarie, ma è significativa la presenza del faggio, qui al suo limite settentrionale, e dell'acero, mentre specie preparatorie quali betulla, sorbo degli uccellatori e ontano verde colonizzano le ampie fratte. La tempesta Vaia ha stravolto questa realtà e negli anni successivi il paesaggio si presenta sensibilmente meno boscato; è in atto una robusta campagna di rimboschimenti con criteri di selvicoltura naturalistica.
Nota curiosa la presenza di piccoli nuclei di alberi estranei alla vegetazione alpina introdotti in via sperimentale all'inizio del 1900. Tra questi l'Abete del Colorado e la Douglasia, specie piantata nel 1910 e che a Cadino ha raggiunto risultati di acclimatamento sorprendenti., resistendo alle raffiche di Vaia e alla successiva pullulazione del bostrico.
Nella Foresta di Cadino storicamente hanno gravitato popolazioni faunistiche importanti e consistenti, oggetto di continue osservazioni e censimenti. Tra i Tetraonidi troviamo il gallo cedrone e il forcello, la pernice bianca, il francolino di monte e la coturnice alpina. Tra gli ungulati il cervo e il camoscio accanto al capriolo che domina le quote inferiori. Spesso nei cieli della Val Cadino fanno la loro comparsa l'aquila reale, il gheppio e la poiana. Numerosi, notturni, gli strigiformi. Alla luce delle ultime annate la situazione per piante e animali è dinamica e in costante evoluzione.
La storia
Significative e particolari sono le vicende storiche che riguardano la Foresta demaniale di Cadino: dopo essere stata patrimonio della Vicinia di Valfloriana, fu acquisita dai Conti del Tirolo e dal 1027 dalla Signoria di Enn-Caldiff. In seguito fu proprietà del Demanio austroungarico, poi, con l'annessione del Trentino al Regno d'Italia, la Foresta passò all'Azienda di Stato del Demanio Forestale, quindi alla Regione Trentino Alto Adige ed infine, per disposizione dello statuto Speciale di Autonomia, alla Provincia autonoma di Trento.
Nella Foresta di Cadino informati
Accessi
La Foresta è raggiungibile tramite la Strada provinciale 31 che da Molina di Fiemme sale al Passo Manghen (2.047 m.) Il valico risalendo la Val Calamento collega Borgo Valsugana a Molina di Fiemme, attraversando l'intera Val Cadino. La Provinciale 31 presenta tratti impervi e stretti e rimane chiusa al traffico da ottobre ad aprile/maggio a causa delle numerose slavine che interessano buona parte del percorso stradale.
Gli accessi specifici ai vari tratti di foresta sono dati da una rete di strade forestali che si dipartono dal fondovalle in prossimità della Stazione forestale in località Canton.
La gestione delle Foresta è affidata all'Agenzia provinciale delle foreste demaniali, Settore Tecnico e gestionale di Cavalese (TN), che tramite la "Stazione forestale demaniale di Paneveggio e Cadino" controlla e valorizza il bosco e le tante attività che lo riguardano.
Riferimenti e-mail: staz.demanialepaneveggiocadino@provincia.tn.it