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Il Comitato europeo delle regioni (CdR) e la Commissione europea hanno firmato un piano d'azione comune rinnovato durante la riunione della commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) del CdR del 24 aprile. L'obiettivo è rafforzare la cooperazione interistituzionale e rafforzare il ruolo delle regioni e delle città nella politica di ricerca e innovazione (R&I).
All'ordine del giorno della riunione figuravano anche la strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia, il nuovo Fondo sociale europeo e la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ+.
Rafforzare la cooperazione in materia di ricerca e innovazione tra le istituzioni dell'UE
Il piano d'azione comune rinnovato, firmato dalla Presidente del Comitato europeo delle regioni Kata Tüttő, dalla commissaria europea per le Startup, la ricerca e l'innovazione Ekaterina Zaharieva e dalla presidente della commissione SEDEC Heike Raab, si basa su un partenariato di lunga data avviato cinque anni fa tra il CdR e la Commissione europea. Il piano mira a rafforzare la dimensione locale e regionale della politica dell'UE in materia di ricerca e innovazione, a garantire che l'innovazione vada a vantaggio dei cittadini di tutte le regioni e a promuovere la crescita sostenibile e la competitività nell'UE.
Dopo la firma, la commissaria Zaharieva ha proceduto a uno scambio di opinioni con la commissione SEDEC sul rafforzamento della cooperazione tra il CdR e la Commissione europea in materia di ricerca e innovazione. I membri hanno accolto con favore il nuovo piano d'azione comune, sottolineando che le nuove agende per la competitività e l'innovazione devono andare di pari passo con la coesione sociale e territoriale. Essi hanno chiesto una dimensione locale e una governance multilivello più forti, mettendo in evidenza gli ecosistemi regionali dell'innovazione e l'adozione di strumenti di IA come elementi chiave per la competitività. Iniziative come le valli regionali dell'innovazione e le missioni europee sono state ugualmente citate come esempi di cooperazione efficace. I membri hanno sottolineato inoltre la necessità di sostenere le start-up e le scale-up in quanto fattori chiave dell'accelerazione della crescita in Europa.
Infrastrutture di ricerca e tecnologia
I membri della commissione SEDEC hanno inoltre adottato un progetto di parere sul tema Strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia, elaborato dal relatore Markku Markkula (FI/PPE), membro del consiglio comunale di Espoo. E’ stata poi accolta con favore la comunicazione della Commissione europea su una strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia (RTI), che riconosce le RTI come risorse strategiche fondamentali per la sovranità tecnologica dell'Europa. I membri hanno rimarcato il ruolo fondamentale delle RTI, comprese quelle nelle regioni frontaliere, nel rafforzare la competitività dell'Europa e nel sostenere le transizioni verde e digitale. A tal proposito, è stata chiesta una governance multilivello più forte, migliori sinergie tra gli strumenti di finanziamento evidenziando la necessità di un più ampio accesso alle RTI per le PMI e le regioni meno sviluppate.
Il Fondo sociale europeo nel bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2028-2034
In un progetto di parere adottato nella riunione sul Fondo sociale europeo (FSE) 2028-2034, guidata dal relatore Carlos Martínez Mínguez (ES/PSE), sindaco di Soria, i leader regionali e locali hanno sottolineato che il FSE deve rimanere uno strumento indipendente e incentrato sulle persone nel bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2028-2034 ed hanno chiesto un bilancio minimo garantito di 110 miliardi di euro destinato alle politiche sociali e alla riduzione delle disuguaglianze in tutta l'UE. Tra le principali priorità dei membri della commissione SEDEC figuravano la gestione concorrente con un forte coinvolgimento locale e regionale e investimenti mirati per ridurre la povertà, promuovere le competenze, posti di lavoro di qualità e l'accesso all'alloggio, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali.
Un'Unione dell'uguaglianza: Strategia per l'uguaglianza LGBTIQ+ 2026-2030
I leader locali e regionali hanno accolto con favore la strategia dell'UE per l'uguaglianza LGBTIQ+ 2026-2030 in un progetto di parere adottato nella riunione, guidato da Susanne Wahlström (SE/PPE), sindaco del consiglio comunale di Habo. Essi hanno sottolineato che i diritti LGBTIQ+ sono diritti umani fondamentali e che la lotta alla disuguaglianza e alla discriminazione deve essere una responsabilità condivisa a tutti i livelli di governance. E’ stata poi chiesta una forte cooperazione con la società civile e il sostegno dell'UE per consentire agli enti locali e regionali di trasformare la strategia in un'azione concreta. E’, infine, emersa la necessità di un approccio intersezionale, per garantire un'assistenza sanitaria inclusiva e diritti transfrontalieri, prevenire le pratiche di conversione e combattere l'incitamento all'odio e la violenza (anche online).
La commissione SEDEC ha inoltre tenuto un dibattito sul pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori, una nuova iniziativa della Commissione europea la cui pubblicazione è prevista per il terzo trimestre del 2026.
Il nuovo piano d'azione comune copre l'attuale mandato della Commissione europea fino al 2029, a seguito del primo piano, che copriva il periodo 2020-2025, e prevede una cooperazione rafforzata tra il CdR e le sue sei commissioni, da un lato, e la direzione generale della Ricerca e dell'innovazione (DG RTD) e il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea, dall'altro.
Il piano d'azione comune definisce quattro settori d'azione prioritari: rafforzare gli ecosistemi locali e regionali dell'innovazione, sostenere le transizioni verde e digitale attraverso approcci basati sul territorio, migliorare l'accesso ai finanziamenti e ai risultati dell’attività di ricerca e innovazione con una maggiore sensibilizzazione agli stessi e promuovere l'elaborazione di politiche basate su dati concreti a livello regionale. Anche le start-up e le scale-up sono un tema chiave della politica di ricerca e innovazione, su cui la SEDEC e la Commissione europea continueranno a collaborare nei prossimi mesi.
Fonte: Comitato europeo delle regioni
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