La domanda, redatta secondo il facsimile adottato dalla competente struttura provinciale, contiene una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante:
a) che l’impresa che non è destinataria di recuperi di precedenti aiuti dichiarati illegittimi dall’Unione Europea;
b) l'esistenza di idoneo titolo giuridico comprovante il possesso o la detenzione da parte del richiedente delle particelle fondiarie oggetto dell'iniziativa, con l'elencazione delle particelle predette. In alternativa alla dichiarazione sostitutiva, il richiedente, laddove sia proprietario delle particelle oggetto dell’iniziativa, può indicare gli estremi dai quali risulti il riferimento alla partita tavolare e alla particella interessata.
Alla domanda è allegata la seguente documentazione:
a) documentazione fotografica dei danni subiti;
b) dichiarazione sostituiva di atto notorio, secondo il facsimile approvato dall’amministrazione provinciale, attestante gli eventuali aiuti de minimis già concessi nel triennio all’impresa;
c) eventuale intenzione di effettuare il ripristino (ove ammissibile) avvalendosi della manodopera aziendale;
d) nei casi in cui si chieda l’indennizzo su particelle per le quali lo stesso è già stato concesso, ad eccezione dei danni arrecati alle colture prative, pascolive e ai seminativi dal cinghiale: comunicazione degli estremi dell’eventuale diniego di autorizzazione alle opere di prevenzione, ai fini dell’acquisizione d’ufficio degli atti.