Descrizione
I criteri di finanziamento sono relativi all'art. 35, comma 1 (Irrigazione e Bonifica) della L.p. 4/2003 "Legge provinciale sull'agricoltura".
E’ possibile la presentazione di una sola domanda di contributo per beneficiario.
La dotazione finanziaria per l'annualità 2025 prevista per le iniziative oggetto del presente bando ammonta ad Euro 18.205.000,00.
Le iniziative previste dal presente provvedimento non sono cumulabili con altri aiuti concessi da soggetti pubblici o privati per gli stessi costi ammissibili.
Il progetto oggetto di finanziamento deve soddisfare i seguenti requisiti:
- essere approvato con idoneo titolo urbanistico (qualora necessario) in corso di validità ed altre eventuali autorizzazioni necessarie per dimostrare la cantierabilità dell'intervento. Tale requisito deve essere posseduto alla data di presentazione della domanda;
- nel caso di progetto suddiviso in lotti gli stessi devono essere funzionali. Si intende per lotto funzionale, parte di un lavoro o servizio generale la cui progettazione e realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti;
- prevedere l’installazione di contatori fissi, qualora non già presenti, per misurare volumetricamente i consumi di acqua relativi all’area soggetta ai lavori finanziati, all'inizio ed alla fine del periodo irriguo, nel rispetto delle deliberazioni della Giunta provinciale n. 2495 di data 29/12/2016 e n. 2093 di data 19/10/2018 e da ultimo dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 2505 di data 29/12/2022. La strumentazione installata dovrà essere compatibile con quanto prevede il sistema informativo territoriale per un’irrigazione di precisione - IRRITRE;
- prevedere la messa in opera di sistemi di interruzione o parzializzazione della portata d'acqua che consentono di rilasciare, direttamente alle opere di presa da cui è attuato il prelievo, i quantitativi d'acqua non utilizzati allo scopo irriguo;
Con il presente bando vengono ammessi a finanziamento i costi relativi ad interventi destinati all’efficientamento, ammodernamento, ampliamento e messa in sicurezza di impianti irrigui esistenti e realizzazione di nuovi impianti irrigui, come di seguito elencati:
- la costruzione, il potenziamento, il risanamento e l’ammodernamento di opere quali serbatoi e bacini di accumulo di acqua a scopo irriguo;
- lavori di scavo di pozzi nonché tutte le opere per l’allestimento del pozzo medesimo e la formazione di drenaggi;
- la costruzione, il potenziamento, il risanamento ed ammodernamento di opere di captazione a scopo irriguo (opere di presa, stazioni di pompaggio, dissabbiatori, impianti di filtrazione, ecc.);
- il rinnovo o realizzazioni ex novo di impianti di adduzione interaziendale tramite la costruzione, il potenziamento, il risanamento ed ammodernamento di opere di consegna alle aziende (tubazioni, allacciamenti ecc.) limitatamente alla parte in gestione diretta dal Consorzio;
- l’automazione, il telecontrollo di impianti irrigui e la realizzazione di sistemi di misurazione della quantità d’acqua prelevata ed erogata;
- la realizzazione di opere accessorie agli impianti irrigui volte a migliorare la gestione della risorsa idrica ed abbinare l’irrigazione ad altre tecniche colturali (fertirrigazione, misuratori di umidità del suolo) con esclusivo riferimento a sistemi di adduzione interaziendale.
Sono ammissibili:
- le iniziative avviate e le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda di aiuto. Per avvio si intende l’effettuazione, sia in termini di realizzazione fisica (opere eseguite), sia in termini di data della documentazione attestante l’impegno del beneficiario ad effettuare i lavori (firma di contratti e/o incarichi alle ditte), data di fatturazione e di pagamento delle opere,
- le sole spese di progettazione (comprese le perizie di supporto) sostenute dal beneficiario anche prima della presentazione della domanda e connesse alla progettazione degli elaborati allegati alla domanda di aiuto.
Sono ammissibili le spese generali collegati ai costi eleggibili nel limite massimo del 10% delle spese ammissibili (costi relativi alle opere e imprevisti), con i seguenti limiti:
- spese tecniche relative alla progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza (inclusi contributi previdenziali) sono riconosciute nella misura massima dell'8% per le spese ammissibili per lavori, forniture ed imprevisti fino a 250.000,00 Euro e massimo 5% per la quota parte di spesa ammissibile eccedente tale importo;
- qualora il progetto sia assoggettabile alla normativa sulla sicurezza, dette percentuali sono aumentate di 2 punti.
Sono altresì ammissibili ulteriori spese purché giustificate e documentate (es. spese per perizie geologiche, indagini/sondaggi geognostici,
screening/valutazione di impatto ambientale ecc.) e sono ammesse per l'importo esposto nel computo, che sarà documentato in modo specifico in sede di stato finale, nel rispetto del limite massimo.
In sede di istruttoria di liquidazione finale non si procede al ricalcolo del rispetto dei massimali se non intervengono stralci significativi rispetto al progetto ammesso a contributo, purché sia rispettato il limite massimo del 10% di spese generali rispetto alla spesa ammessa finale per lavori, attrezzature e impianti.
L'IVA viene riconosciuta come spesa ammissibile se definitivamente non recuperabile. A tal fine i soggetti beneficiari devono dichiarare in sede di presentazione della domanda di contributo su SRTrento, con dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, che l'IVA, indicata sui lavori e sulle somme a disposizione e di cui si chiede l'ammissibilità a finanziamento, non può essere portata dagli stessi in detrazione. L’aliquota IVA eventualmente ammessa è quella vigente al momento della concessione del contributo.
In riferimento alla tipologia dei lavori e dell'ubicazione degli stessi possono essere ammesse a finanziamento le somme per imprevisti nella misura massima del 3% della spesa ammessa dei lavori.
Non sono ammissibili a finanziamento: il capitale circolante, gli acquisti di attrezzature usate, gli acquisti in leasing, gli interventi di demolizione, gli interessi passivi e le spese bancarie e legali, le parcelle per consulenze legali, parcelle notarili, spese per consulenza finanziaria, spese per la tenuta di conto corrente, spese per garanzie fideiussorie, IVA qualora non sia effettivamente e definitivamente sostenuta dal beneficiario e sia recuperabile dallo stesso, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente quando questi possano essere configurabili come riparazione e manutenzione ordinaria, acquisti di hardware e adeguamenti di software già esistenti destinati all'attività d'ufficio (amministrazione, contabilità, ecc), le spese per lavori in economia eseguiti direttamente dal beneficiario, l’apprestamento di locali da destinarsi ad uso ufficio, sale riunioni ed abitazioni di servizio e spese relative all’arredamento, il materiale d'uso corrente ivi compresi parti o pezzi di ricambio di macchine ed attrezzature, insegne, targhe, cartelli indicatori, le spese di progettazione e direzione lavori qualora affidate a componenti dei consigli di amministrazione dei richiedenti, gli acquisti di terreni e strutture, interventi inerenti la distribuzione a livello aziendale (dopo il punto di consegna), interventi finalizzati alla realizzazione di impianti e infrastrutture ai fini idroelettrici, semplici investimenti di sostituzione, gli investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell'Unione Europea, spese di manutenzione ordinarie, di esercizio e funzionamento.
L’intensità massima dell’aiuto è la seguente:
|
Consorzi di Miglioramento Fondiario di I grado o di II grado se l’iniziativa non è a servizio di più consorzi di I grado | 80% |
| Consorzi di Miglioramento Fondiario di II grado, purché l'iniziativa sia a servizio di più consorzi di I grado | 90% |
| Consorzi di bonifica | 90% |
L’ importo minimo della spesa ammissibile per domanda di aiuto è pari a Euro 2.000.000,00 IVA inclusa, sia in fase di concessione che in fase di liquidazione finale.
Il limite massimo di spesa ammissibile per domanda di aiuto è pari a Euro 8.000.000,00 IVA inclusa.
MODALITA' PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI PAGAMENTO:
Le domande di pagamento del contributo sono sottoscritte dal beneficiario con certificato di firma digitale e presentate mediante il portale on-line https://srt.infotn.it/ raggiungibile anche dal portale https://a4g.provincia.tn.it/.
Si possono distinguere in domanda di pagamento dell’anticipo, acconto e domanda di pagamento di saldo.
Domanda di pagamento anticipo: La domanda di anticipo può essere presentata dal beneficiario dopo la comunicazione della concessione del contributo. L’anticipo è concesso nel limite massimo del 50% del contributo concesso.
Alla domanda di anticipo è allegata la seguente documentazione:
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà del legale rappresentante attestante la data di inizio fisico dei lavori;
- fideiussione bancaria o polizza assicurativa a favore della Provincia autonoma di Trento pari al 100% dell'ammontare dell'anticipo liquidato. La predetta garanzia potrà essere svincolata in seguito ad avvenuto collaudo dei lavori o al pagamento di un acconto superiore al valore dell’anticipo liquidato. Nel caso di beneficiari pubblici l’erogazione è subordinata alla presentazione da parte degli stessi di una dichiarazione di tesoreria a garanzia del 100% del valore dell’anticipo, con la quale le autorità si impegnano a versare l'importo coperto dalla garanzia laddove il diritto all'anticipo non sia riconosciuto;
- verbale di aggiudicazione dei lavori e/o delle forniture, con citati i nominativi delle ditte invitate e le offerte pervenute, nonché la tipologia di gara espletata;
Gli esiti dell’istruttoria di liquidazione sono definiti in una check list sottoscritta dal funzionario incaricato.
Domanda di pagamento acconto: Può essere erogato un solo acconto, sulla base di uno stato di avanzamento delle iniziative realizzate. L’entità dell’acconto è computata nei limiti dell’80% del contributo concesso, dedotto l'eventuale anticipo. L'entità dell'acconto è computata sui nove decimi dello stato di avanzamento delle iniziative.
Per la richiesta di acconti deve essere presentata la seguente documentazione:
- dichiarazione del direttore lavori attestante la data di inizio dei lavori e l'ammontare dei lavori eseguiti relativi ai SAL liquidati all'impresa e richiesti con la domanda di acconto;
- se non già presentato nella domanda di pagamento dell'anticipo, verbale di aggiudicazione dei lavori e/o delle forniture, con citati i nominativi delle ditte invitate e le offerte pervenute, nonché la tipologia di gara espletata;
- copia delle fatture elettroniche quietanzate (in formato foglio di stile-PDF), o documenti probatori equivalenti, unitamente alla copia dei bonifici e/o estratti conto bancari o comunque della documentazione attestante l'avvenuto pagamento, che documentino le spese ammesse. Le fatture o i documenti probatori equivalenti con i relativi pagamenti devono riportare il codice unico di progetto (CUP) e l’eventuale codice CIG. Si precisa che la fattura o il documento probatorio deve descrivere in modo dettagliato l'intervento al quale si riferisce. Relativamente ai beni mobili e agli impianti acquistati, sulle relative fatture deve essere indicato con chiarezza l’oggetto dell’acquisto e, in funzione della tipologia del bene, il numero seriale o di matricola ove presente.
Gli esiti dell’istruttoria di liquidazione sono definiti in una check list sottoscritta dal funzionario incaricato.
Domanda di saldo:
Per la richiesta di saldo deve essere presentata la seguente documentazione:
- Se non già presentato nella domanda di pagamento dell'anticipo o dell’acconto, verbale di aggiudicazione dei lavori e/o delle forniture, con citati i nominativi delle ditte invitate e le offerte pervenute, nonché la tipologia di gara espletata;
- stato finale dei lavori e degli oneri della sicurezza sottoscritto dal direttore dei lavori e ditta;
- eventuali liste delle economie;
- libretto delle misure e disegni di contabilità sottoscritti dal direttore dei lavori e ditta;
- quadro di raffronto contabile e planimetrico;
- strato informativo dell’infrastruttura irrigua dell’intero impianto irriguo compreso l’intervento oggetto di finanziamento, in formato shapefile (.shp) georeferenziato secondo l’elissoide WGS84 con proiezione UTM32N;
- eventuali atti di sottomissione e verbali di concordamento nuovi prezzi;
- certificato di collaudo o di regolare esecuzione dei lavori;
- copia delle fatture elettroniche quietanzate (in formato foglio di stile-PDF), o documenti probatori equivalenti, unitamente alla copia dei bonifici e/o estratti conto bancari o comunque della documentazione attestante l'avvenuto pagamento, che documentino le spese ammesse. Le fatture o i documenti probatori equivalenti con i relativi pagamenti devono riportare il codice unico di progetto (CUP) e l’eventuale codice CIG secondo le modalità stabilite al paragrafo 5.1.4. Si precisa che la fattura o il documento probatorio deve descrivere in modo dettagliato l'intervento al quale si riferisce;
- nel caso di scavo di pozzi, le prove di portata;
- qualora non già comunicata in fase di presentazione della domanda di contributo iniziale, indicazione degli estremi (data e numero di protocollo) relativi al documento “concessione per l'uso dell'acqua”, o legittimo titolo di utilizzazione delle acque, anche attraverso un’attestazione rilasciata dal Servizio competente in materia di Utilizzazione delle acque pubbliche;
- dichiarazione relativa al rispetto del divieto di cumulo di cui all'art. 5 della l.p. n. 4/2003 e ss. mm. e ii.;
- dichiarazione dell’avvenuto aggiornamento sulla piattaforma SIGRIAN dello schema irriguo consorziale e, se non già provveduto, trasmissione dei dati, con riferimento all’intero consorzio, funzionali alla predisposizione del piano irriguo o al suo aggiornamento;
- ai fini istruttori, il responsabile del procedimento si riserva la possibilità di richiedere copia cartacea della sopra elencata documentazione;
- gli esiti dell’istruttoria di liquidazione sono definiti in una check list sottoscritta dal funzionario incaricato. Nel caso in cui l’importo liquidabile a saldo sia inferiore a quanto già liquidato a seguito di anticipo e/o acconto, la quota dell’importo liquidato da recuperare è maggiorata degli interessi semplici calcolati al tasso legale con decorrenza dalla data di addebito del mandato di pagamento del contributo fino all’avvenuta restituzione.
Vincoli
Il presente bando si riferisce ad interventi da attuare su tutto il territorio della Provincia di Trento.
Non sono ammissibili gli interventi realizzati su superfici, o a servizio delle stesse, ricadenti al di fuori dall’ambito territoriale provinciale.
Condizioni di ammissibilità dei soggetti richiedenti
Alla data di presentazione della domanda di contributo ogni richiedente deve:
- aver costituito e/o aggiornato il proprio fascicolo aziendale elettronico ai sensi del DPR n. 503/99 ss.mm. e ii. Il fascicolo aziendale è l’insieme delle informazioni dichiarate dall’azienda, controllate e verificate e accertate in modo univoco attraverso il SIGC. Le informazioni relative al fascicolo aziendale e al manuale d’uso sono disponibili sul sito dell’Agenzia provinciale per i pagamenti - APPAG, al seguente link: https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Strutture-organizzative/Agenzia-provinciale-per-i-pagamenti;
- aver registrato, entro il termine di presentazione della domanda di contributo, nella banca dati SIGRIAN la quantificazione dei consumi irrigui, completa di prelievi, utilizzi e restituzioni nel rispetto della normativa regionale e statale, nonché delle sezioni riferite a metodi irrigui, colture e contribuenza, nel rispetto di quanto previsto dal decreto MIPAAF n. 485148 del 30/09/2022. Gli adempimenti dichiarati sono oggetto di verifica da parte della struttura provinciale competente.
Per beneficiare dei contributi, i soggetti richiedenti devono rispettare una delle seguenti condizioni:
- ai sensi dell’art. 2 comma 1 bis della l.p. n. 4/2003 i Consorzi di bonifica e i Consorzi di miglioramento fondiario di I e II grado riconosciuti ai sensi della normativa vigente in materia, possono fruire di agevolazioni per investimenti oggetto di contributi in conto capitale di importo superiore a Euro 100.000,00, o il cui valore attuale sia superiore a tale importo, a condizione che il revisore unico, o almeno uno dei revisori in caso di collegio, siano in possesso dei requisiti necessari per l’iscrizione al registro dei revisori contabili;
- in alternativa, i Consorzi di Miglioramento Fondiario di I e II grado possono fruire delle predette agevolazioni se nell'anno precedente la presentazione della domanda di contributo, il bilancio consorziale sia stato sottoposto a revisione ai sensi dell’art. 29, comma 2, lettera f), della Legge provinciale 3 aprile 2007, n. 9, oppure se i predetti soggetti abbiano richiesto, a proprie spese, una revisione straordinaria effettuata mediante uno dei soggetti di cui la Provincia può avvalersi ai sensi dell’art. 30, comma 1, della l.p. 9/2007. La revisione straordinaria, sulla base del controllo del bilancio consorziale e della situazione finanziaria, deve evidenziare la sostenibilità dell'iniziativa proposta.
Con riferimento al precedente paragrafo, i soggetti richiedenti dovranno indicare nella domanda di contributo di ricadere in una delle seguenti condizioni:
- che il revisore unico, o almeno uno dei revisori in caso di collegio, è in possesso dei requisiti necessari per l'iscrizione al registro dei revisori contabili;
- di aver richiesto una revisione straordinaria che verrà effettuata mediante uno dei soggetti di cui la Provincia può avvalersi ai sensi dell'art. 30, comma 1, della L.p. 9/2007. La revisione straordinaria, sulla base del controllo del bilancio consorziale e della situazione finanziaria, deve evidenziare la sostenibilità dell'iniziativa proposta;
- che il bilancio consorziale, nell'anno precedente la presentazione della domanda di contributo, è stato sottoposto a revisione ai sensi dell’art. 29, comma 2, lettera f), della Legge provinciale 3 aprile 2007, n. 9; in tal caso il beneficiario dovrà indicarne gli estremi.
Inoltre, i richiedenti, ai fini dell’ammissibilità dovranno disporre di idonei titoli di possesso relativi alle particelle fondiarie o edificiali sulle quali insistono i manufatti necessari al funzionamento dell’impianto irriguo oggetto di intervento (pompe, filtri, serbatoi, bacini di accumulo, pozzi etc.), attraverso una delle seguenti fattispecie:
a) la proprietà o altro diritto reale di godimento registrato;
b) un contratto di affitto o altro idoneo titolo registrato;
c) nel caso in cui le particelle oggetto d'intervento siano di proprietà pubblica è sufficiente la presenza del provvedimento dell’ente che le concede in uso al richiedente del contributo.
I titoli negoziali di cui al precedente paragrafo, al momento della presentazione della domanda possono avere anche scadenza anteriore a quella prevista purché rinnovati fino al raggiungimento della durata del vincolo medesimo.
La mancanza di uno dei requisiti di ammissibilità determina l’inammissibilità al sostegno.
Documentazione probatoria, codici CUP e CIG
L’importo della spesa deve essere giustificato da fatture (in formato foglio di stile-PDF) intestate al beneficiario e quietanzate o da documenti con un valore probatorio equivalente alle fatture.
Le spese devono essere pagate dal beneficiario mediante bonifico bancario o postale o mediante RIBA, su c/c intestato al beneficiario
(conto corrente dedicato, anche in modo non esclusivo, all’operazione di investimento).
CODICE CUP
E' obbligatorio riportare il Codice unico di progetto (CUP) su tutte le fatture e in tutti i pagamenti.
Il codice viene attribuito dal Servizio Agricoltura prima del provvedimento di concessione del contributo. Il CUP deve essere sempre presente nei documenti probatori della spesa (fatture e documenti di pagamento) emessi successivamente alla comunicazione del CUP stesso.
Le amministrazioni aggiudicatrici che provvedono in autonomia a scaricare detto Codice, dovranno invece comunicarlo al Servizio Agricoltura.
La spesa supportata da documenti (fatture e/o pagamenti) privi di codice CUP non è ammissibile a finanziamento.
Per i documenti antecedenti la comunicazione del codice CUP la correlazione tra la spesa sostenuta e l'iniziativa finanziata deve avvenire come segue:
- per le fatture non ancora pagate, il soggetto beneficiario dell'aiuto deve riportare il CUP nella quietanza di pagamento effettuato tramite bonifico bancario o postale o mediante RIBA. Qualora la quietanza di pagamento sia sprovvista di CUP o questo non sia stato apposto in modo corretto, è consentita la regolarizzazione della stessa mediante la presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi del DPR 445/2000, in cui il soggetto beneficiario attesta la correlazione tra la/e fattura/e e l'iniziativa agevolata. La dichiarazione dovrà essere allegata alla copia della fattura (nel caso di fatture elettroniche, materializzazione analogica del documento) e presentata ai fini della liquidazione dell'incentivo, unitamente alla restante documentazione richiesta per la rendicontazione delle spese;
- per le fatture pagate, il soggetto beneficiario deve rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi del DPR 445/2000, anche cumulativa, in cui attesta la correlazione tra la/e fattura/e e l'iniziativa agevolata. La dichiarazione dovrà essere allegata alla copia della fattura (nel caso di fatture elettroniche, materializzazione analogica del documento) e presentata ai fini della liquidazione dell'incentivo, unitamente alla restante documentazione richiesta per la rendicontazione delle spese.
Per i documenti successivi alla comunicazione del codice CUP è possibile regolarizzare tempestivamente la situazione secondo una delle
seguenti possibilità:
- realizzazione di un'integrazione elettronica al sistema di interscambio dell'Agenzia delle Entrate. Il documento integrativo trasmesso al sistema di interscambio deve contenere sia i dati necessari per l'integrazione (codice CUP) sia gli estremi della fattura e dovrà essere allegato alla fattura stessa;
- emissione di una nota di credito, a cura del fornitore, entro le tempistiche consentite dalla normativa, volta ad annullare il titolo di spesa e la successiva emissione di un nuovo titolo di spesa, con l'apposizione del codice CUP.
Per quanto non espressamente indicato nei commi precedenti, in materia di codice CUP, fa fede quanto stabilito dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 728 del 23/05/2024.
Codice Identificativo di Gara (CIG)
Nel caso in cui il beneficiario dell’aiuto fosse soggetto al rispetto della normativa sugli appalti pubblici, è fatto obbligo al soggetto beneficiario di comunicare al Servizio Agricoltura il Codice Identificativo di Gara (CIG) dell'iniziativa acquisito in sede di procedure di affidamento, ai sensi delle normative vigenti sui lavori pubblici. In ogni caso il CIG, come per il CUP, dovrà essere riportato su tutti i documenti contabili relativi ai flussi finanziari generati dal finanziamento oggetto del presente bando (es. fatture di spesa, mandati di pagamento e quietanze di avvenuto pagamento). Per i documenti privi del CIG per errore materiale, è ammessa la riconciliazione riportando il CIG con aggiunta manuale sulla fattura ed allegando distinta dichiarazione del beneficiario.
Aggiudicazione e affidamento delle opere e degli incarichi di progettazione.
Nell’aggiudicazione e affidamento delle opere e degli incarichi di progettazione è assicurato il rispetto della normativa comunitaria, nazionale e provinciale vigente in materia di lavori pubblici di interesse provinciale. Ai sensi dell’art. 2 della l.p. 26/93 la normativa sui lavori pubblici si applica anche ai lavori d'importo complessivo superiore a un milione di euro, svolti da soggetti diversi dalle amministrazioni aggiudicatrici, per i quali queste amministrazioni aggiudicatrici erogano una sovvenzione, un finanziamento o un contributo diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale che supera il 50 per cento del relativo importo.
Criteri e requisiti specifici
Il progetto oggetto di finanziamento deve soddisfare i seguenti requisiti:
- essere approvato con idoneo titolo urbanistico (qualora necessario) in corso di validità ed altre eventuali autorizzazioni necessarie per dimostrare la cantierabilità dell'intervento. Tale requisito deve essere posseduto alla data di presentazione della domanda;
- nel caso di progetto suddivisi in lotti gli stessi devono essere funzionali. Si intende per lotto funzionale, parte di un lavoro o servizio generale la cui progettazione e realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti;
- prevedere l’installazione di contatori fissi, qualora non già presenti, per misurare volumetricamente i consumi di acqua relativi all’area soggetta ai lavori finanziati, all'inizio ed alla fine del periodo irriguo, nel rispetto delle deliberazioni della Giunta provinciale n. 2495 di data 29/12/2016 e n. 2093 di data 19/10/2018 e da ultimo dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 2505 di data 29/12/2022. La strumentazione installata dovrà essere compatibile con quanto prevede il sistema informativo territoriale per un’irrigazione di precisione - IRRITRE;
- prevedere la messa in opera di sistemi di interruzione o parzializzazione della portata d'acqua che consentono di rilasciare, direttamente alle opere di presa da cui è attuato il prelievo, i quantitativi d'acqua non utilizzati allo scopo irriguo;
Compatibilità e cumulo con altri sostegni e agevolazioni : Le iniziative previste dal presente provvedimento non sono cumulabili con altri aiuti concessi da soggetti pubblici o privati per gli stessi costi ammissibili.
Aggiudicazione e affidamento delle opere e degli incarichi di progettazione : Nell’aggiudicazione e affidamento delle opere e degli incarichi di progettazione è assicurato il rispetto della normativa comunitaria, nazionale e provinciale vigente in materia di lavori pubblici di interesse provinciale. Ai sensi dell’art. 2 della l.p. 26/93 la normativa sui lavori pubblici si applica anche ai lavori d'importo complessivo superiore a un milione di euro, svolti da soggetti diversi dalle amministrazioni aggiudicatrici, per i quali queste amministrazioni aggiudicatrici erogano una sovvenzione, un finanziamento o un contributo diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale che supera il 50 per cento del relativo importo.
TERMINI E SCADENZE PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI RENDICONTAZIONE
I termini di rendicontazione sono fissati per tutte le iniziative in 24 mesi a partire dalla data del provvedimento di concessione del contributo. Entro la data di rendicontazione dovrà essere presentata tutta la documentazione necessaria per la liquidazione del contributo.
Nei casi in cui la rendicontazione sia presentata entro il termine fissato ma l’opera o l’intervento sia stato realizzato parzialmente e qualora il Servizio Agricoltura ritenga l’opera o l’intervento funzionale, funzionante e rispondente alle finalità per le quali era stato concesso il finanziamento, il medesimo verrà ridotto proporzionalmente.
Relativamente alle proroghe e alle sospensioni dei termini, per quanto non dettagliato a riguardo nel presente punto, si rinvia a quanto stabilito dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 1980 dd. 14/09/2007 e ss. mm. e ii..
La proroga dovrà essere valutata e approvata con determinazione del Servizio Agricoltura.
VARIANTI
La domanda di variante dovrà essere presentata esclusivamente online mediante l'accesso al sistema informativo agricolo provinciale SRTrento all'indirizzo https://srt.infotn.it, raggiungibile anche dal portale https://a4g.provincia.tn.it/. Sono considerate varianti: cambio di beneficiario, cambio di sede dell’investimento, modifiche tecniche sostanziali delle opere/acquisti approvati, modifica della tipologia di opere/acquisti approvati. Non è consentito presentare varianti che determinino un aumento dell’importo concesso. Nella valutazione generale delle varianti, viene verificato il mantenimento dei requisiti di ammissibilità e di quelli che hanno determinato l’approvazione del progetto in base ai criteri di selezione. Sono da considerarsi varianti approvabili tutti i cambiamenti al progetto originale che non comportino modifiche agli obiettivi ed ai parametri che hanno reso l’operazione di investimento finanziabile e in ogni caso non devono alterare la funzionalità dell'investimento, tali da inficiare la finanziabilità stessa. Non sono considerate varianti al progetto originario le modifiche di dettaglio o soluzioni tecniche migliorative, purché contenute entro il 20% della spesa, fermo restando la spesa ammessa in sede di istruttoria. Le varianti devono essere motivate e richieste preventivamente, rispetto all’esecuzione delle relative opere. Il Servizio Agricoltura, valutate le proposte di variante, ne dispone l’approvazione o il diniego, dandone comunicazione al beneficiario. Nel caso in cui, in sede di collaudo, si riscontrino varianti non comunicate preventivamente, come sopra previsto, si procede ad una valutazione a posteriori del rispetto dei requisiti ai fini dell’ammissibilità e, in base all’esito sortito, si ammetteranno o meno le varianti riscontrate.
OBBLIGHI A CARICO DEI RICHIEDENTI
La concessione del contributo comporta l’obbligo a carico del beneficiario di rispettare la destinazione d’uso dei beni immobili e impianti fissi per almeno 10 anni, decorrenti dalla data della domanda di verifica finale, come stabilito dall’art. 6 della l.p. 4/2003.
Nel caso di cambio di destinazione o di alienazione del bene prima della scadenza dei termini di cui ai commi precedenti, i beneficiari sono tenuti, tranne che per cause di forza maggiore, alla restituzione del contributo concesso in proporzione della durata residua del periodo in corso. La durata residua è calcolata dalla data dell’accertamento delle circostanze che comportano la revoca dell’agevolazione fino al termine del periodo obbligatorio di destinazione d’uso. La quota dell’incentivo da recuperare è maggiorata degli interessi semplici calcolati al tasso legale con decorrenza dalla data di addebito del mandato di pagamento del contributo fino all’avvenuta restituzione.
Il beneficiario dei contributi deve comunque consentire al personale preposto alla sorveglianza sull’applicazione della normativa vigente il
libero accesso alle strutture ed alla documentazione attinenti a quanto costituisce l’oggetto del contributo concesso.
Il controllo sul rispetto degli obblighi previsti a carico dei richiedenti dall’art. 6 della l.p. n. 4/2003 è previsto su un campione pari al 5% degli interventi soggetti a vincolo, secondo quanto previsto dalle normative provinciali vigenti in materia. Il controllo sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà verrà effettuato su un campione di almeno il 5% delle pratiche, secondo quanto previsto dalle disposizioni provinciali vigenti in materia.