In base ai dati contenuti nella scheda, il Servizio competente in materia di concessioni di derivazioni idriche valuta se il titolare della derivazione idrica, in base alle modalità di utilizzo della stessa, è tenuto ad acquisire il giudizio di idoneità d’uso dell’acqua, in particolare al momento del rinnovo della concessione.
Il Servizio classificherà la derivazione in una delle seguenti categorie:
a) utilizzo esclusivo per autoconsumo in ambito famigliare (uso domestico o uso igienico e assimilati); possono essere interessati anche più ambiti famigliari cointestatari della concessione ma comunque non eccedenti, nel complesso il numero di persone indicate alla lettera c);
b) uso potabile con possibilità di erogazione di acqua a terzi;
c) uso potabile senza erogazione dell’acqua a terzi ma con un numero di persone servite maggiore o uguale a 50 (acquedotti privati ma di interesse pubblico), intendendo che sulla base di tali parametri il volume giornaliero prelevato sia maggiore o uguale ai 10 m3/giorno; queste derivazioni sono state definite come “acquedotti privati, ma di interesse pubblico, con la deliberazione della Giunta provinciale n. 229 del 15/02/2013.
Nei casi b) e c) sarà necessario acquisire il giudizio di idoneità d’uso dell’acqua, con prelievo del campione da eseguire nel punto in cui viene effettuata la derivazione, mediante richiesta all’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino - U.O. Unità Operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione.
link: https://www.apss.tn.it/Azienda/Unita-operative-e-strutture-organizzative/Unita-operativa-igiene-degli-alimenti-e-nutrizione
Il giudizio di idoneità d'uso viene rilasciato previo sopralluogo da parte di personale della struttura competente, con prelievo e successiva analisi di laboratorio dell'acqua prelevata; l’attività è soggetta al pagamento di una somma forfetaria.
Copia del giudizio di idoneità d'uso deve essere trasmessa al Servizio competente in materia di concessioni di derivazioni idriche ai fini del procedimento relativo alla concessione di derivazione idrica.
Qualora l’uso della concessione di derivazione idrica venga classificato come “uso domestico” o "uso igienico e assimilati" (lettera a), non viene richiesta al titolare l’acquisizione del giudizio di idoneità d'uso e la concessione verrà ridefinita d’ufficio, al momento del rinnovo, nella relativa tipologia, con riduzione della portata massima ad un valore non superiore a 0,5 l/s.
Per le derivazioni di cui alla lettera c) il numero complessivo delle presone servite è dichiarato di titolari tramite il modello S-POT (Sezione C).
Nel caso in cui l’edificio o l’area servita dall’utilizzazione attualmente classificata ad “uso potabile”, sia raggiunta anche dall’acquedotto potabile pubblico, il rinnovo della concessione per tale uso non potrà essere concesso. Potrà essere valutata la possibilità di mantenere l’autonoma concessione per l’uso domestico da esercitare tramite impianto senza alcun punto di contatto idraulico con l’impianto idraulico allacciato alla rete di acquedotto pubblico.