Descrizione
ORIGINE E DIFFUSIONE. X. fastidiosa è originaria delle Americhe, ed è stata poi segnalata in Iran dove ha infestato piante di vite e di mandorlo, in Israele sul mandorlo e a Taiwan sulle foglie di pero. In Europa, si è estesa in Francia, Spagna, Portogallo, Italia.
PIANTE OSPITI. Il numero delle potenziali piante ospiti è molto più elevato e comprende quasi 150 specie vegetali. Oltre l’olivo (Olea europea) il batterio è stato accertato anche in altre piante ospiti:
- Oleandero (Nerium oleander);
- Mandorlo (Prunus dulcis);
- Ciliegio (Prunus avium);
- Mimosa (Acacia saligna);
- Vinca rosea (Vinca rosea);
- Rosmarino (Rosmarinus officinalis);
- Westringia (Westringia fruticosa);
- Polygala myrtifolia (Polygala myrtifolia);
- Alaterno (Rhamnus alaternus);
- Vitis L.
BIOLOGIA. Gli adulti degli insetti vettori sviluppatesi dalla schiusa delle uova (insetti verdi) acquisiscono Xylella fastidiosa cibandosi di piante ospiti infette. Gli insetti vettori infetti possono trasmettere il batterio a piante ospiti sane, che di conseguenza diventeranno infette. La trasmissione del batterio non avviene attraverso le uova del vettore. Le ninfe, invece, possono fungere da vettore per il batterio, ma perdono l’infettività durante le mute.
VIE DI DIFFUSIONE. La trasmissione avviene ad opera di insetti vettori molto diffusi (Cicadellidi e Cercopidi in particolare), in grado di visitare numerose piante spontanee e coltivate. I vettori acquisiscono il batterio succhiando la linfa dalle piante infette e lo trasmettono alle piante sane. In Italia i principali vettori sono insetti appartenenti al genere Philaenus ed in particolare P. spumarius (chiamata volgarmente sputacchina). Sulle lunghe distanze, la diffusione di X. Fastidiosa può avvenire attraverso il commercio di piante che provengono da Paesi dove il batterio è presente e con materiale di propagazione infetto.
SINTOMATOLOGIA. Tipicamente si osserva un primo disseccamento degli apici e dei bordi fogliari che appaiono bruciati, seguito da un disseccamento di alcune parti di branche e infine dell’intera chioma dell’albero nonché l’imbrunimento del legno.
Tuttavia, le infezioni di Xylella fastidiosa si caratterizzano per la diversità delle manifestazioni sintomatologiche che determinano sulle specie ospiti. Nonostante sia uno degli agenti fitopatogeni più temibili, si sottolinea come nella maggior parte delle specie ospiti le infezioni non danno origine ad alterazioni sintomatologiche importanti, restando nella forma di infezioni latenti in numerose specie. Di contro, le infezioni in alcune specie perenni e, in particolare, in alcune specie di interesse agrario come vite, agrumi, drupacee ed olivo possono essere tanto gravi da compromettere non solo la produttività degli impianti ma anche la sopravvivenza delle stesse piante infette.
SEGNALAZIONI. Per fornire segnalazioni e ricevere informazioni contattare il Servizio Fitosanitario Provinciale (tel. 0461/495660; e-mail: serv.agricoltura@provincia.tn.it; pec: serv.agricoltura@pec.provincia.tn.it)
NORMATIVA DI RIFERIMENTO. Regolamento (UE) 2016/ 2031; Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072; D. lgs. n. 19/2021; Regolamento di Esecuzione (UE) 2020/1201 della Commissione del 14 agosto 2020 relativo alle misure per prevenire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa (Wells et al.) e succ. mod. e int.; Ordinanza n. 3 del 26 maggio 2023 "Definizione aree indenni dall’organismo nocivo Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana"; Decreto 24 gennaio 2022 "Adozione del Piano di emergenza nazionale per il contrasto di Xylella fastidiosa (Well et al.)".