Descrizione
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. Entrambi gli organismi nocivi, Geosmithia morbida ed il suo vettore P. juglandis, sono originari del continente nordamericano (in particolare degli Stati uniti sud-occidentali e del Messico Settentrionale) e sono stati segnalati per la prima volta in Italia nel 2013 in un impianto di noce americano (Juglans nigra L.) in Veneto. Successivamente la malattia è stata segnalata anche in altre regioni italiane tra cui Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana ed Emilia-Romagna.
Negli Stati Uniti il patogeno sta seriamente minacciando la sopravvivenza e la produttività delle piantagioni di noce, con gravi danni alle economie locali e nazionali. Qualora la malattia si diffondesse estensivamente anche in Europa ed in Italia, i danni potrebbero risultare altrettanto ingenti visto che il noce rappresenta storicamente una specie con finalità multiple in quanto specie ornamentale, da legno e da frutto.
PIANTE OSPITI. La malattia può colpire tutte le specie del genere Juglans e Pterocarya. I danni maggiori si riscontrano sulla specie J. nigra, mentre sulle altre specie dei suddetti generi il grado di suscettibilità è variabile. In Veneto è stato riscontrato anche su J. regia, la cui sensibilità è in corso di valutazione.
CICLO BIOLOGICO DEL VETTORE. Gli adulti di P. juglandis sono lunghi 1,5-1,9 mm e sono di colore bruno giallastro. Si riproducono nei tessuti sottocorticali e scavano corte gallerie nel floema in cui depongono le uova. Le larve sono prive di zampe (apode), a forma di C (melolontoidi), con il corpo bianco e la testa bruno-rossastra. Queste si sviluppano nello strato più esterno del legno dove scavano gallerie. In primavera, gli adulti dell’insetto sfarfallano da piante infette alla volta di piante sane dove iniziano a scavare gallerie di riproduzione sottocorticali trasportando con sé l’inoculo fungino (costituito da spore o frammenti di micelio) e contribuendo pertanto alla sua dispersione. In Italia P. juglandis compie due generazioni all'anno e gli adulti sono attivi tra i mesi di maggio ed ottobre. Le larve mature, le pupe o i giovani adulti svernano sotto la corteccia delle piante ospiti; gli adulti sono particolarmente resistenti alle basse temperature (anche inferiori a -15°C).
SINTOMI. I sintomi sono visibili tutto l'anno, ma sono più facilmente individuabili a partire dalla ripresa vegetativa. Tra quelli osservabili a distanza vi è la manifestazione di disseccamenti di fogliame e branche a partire dalle zone distali, più alte e periferiche della chioma, dove si può osservare la presenza di foglie secche che permangono attaccate ai rami con portamento detto a “bandiera”.
Sui rami si osservano invece minuscoli forellini di circa 1 mm di diametro (talvolta con fuoriuscita di linfa) a distanza ravvicinata l’uno dall’altro che rappresentano i fori d’ingresso e di uscita degli insetti adulti.
Sollevando la corteccia si possono rilevare, oltre alle gallerie nutrizionali e riproduttive dell’insetto, anche le aree necrotiche provocate dall’infezione fungina.
Il fungo si sviluppa prevalentemente nei tessuti corticali dove da origine alla formazione di cancri superficiali e raramente va ad interessare la zona del cambio. I fori e i relativi cancri possono essere molto numerosi (da cui “malattia dei mille cancri”). I cancri possono essere molto estesi e possono circondare completamente l'organo colpito, provocandone il disseccamento. In uno stadio più avanzato della malattia, i cancri si possono sviluppare anche sul fusto, portando la pianta alla morte in tre-quattro anni dalla comparsa dei primi sintomi.
VIE DI DIFFUSIONE. Geosmithia morbida si diffonde grazie all’azione vettrice di P. juglandis. L’insetto può spostarsi in volo coprendo distanze di circa 1,6-3,2 km all'anno ma anche essere trasportato passivamente dal vento, da mezzi di locomozione o più facilmente per mezzo della movimentazione di legno o scarti di lavorazione infetti nonché della commercializzazione di materiale vivaistico, giungendo così a coprire lunghe distanze.
Attualmente negli Stati Uniti esistono norme di quarantena che riducono il rischio di diffusione della malattia, ma non esistono norme che impongano restrizioni al commercio di legname di noce o di materiale vivaistico dagli Stati Uniti verso i paesi dell’Unione Europea. Anche all’interno dell’Unione Europea non è ancora stato emanato alcun provvedimento a livello sovranazionale, ma solo a livello locale per iniziativa delle regioni in cui la malattia si è già manifestata.
LOTTA E MISURE DI CONTENIMENTO. Non sono attualmente noti metodi di lotta diretta (preventiva o curativa) contro il disseccamento rameale del noce. Il Servizio Fitosanitario Provinciale ha attivato un monitoraggio diffuso su tutto il territorio provinciale, anche attraverso campionamenti di legname sintomatico in differenti siti con piante ospiti.
SEGNALAZIONI. Già segnalati in Europa ed in Italia, per entrambi vengono svolte attività di prevenzione e sorveglianza. Per questo il Servizio Fitosanitario Provinciale e la Fondazione E. Mach eseguono annualmente controlli in diversi contesti, quali vivai, verde urbano, aree naturali e agricole, siti a rischio. Le indagini si basano su ispezioni visive delle piante, eventualmente su campionamenti ed analisi di laboratorio. Per tutelare efficacemente il territorio, tuttavia, è indispensabile la collaborazione di ogni operatore professionale, ma anche di ogni singolo cittadino.
Poiché sono ritenuti un serio pericolo sia per il verde urbano, sia per le aree naturali e frutticole, i casi sospetti devono essere comunicati immediatamente al Servizio Fitosanitario Provinciale (tel. 0461-495660; e-mail: serv.agricoltura@provincia.tn.it; pec serv.agricoltura@pec.provincia.tn.it)
NORMATIVA DI RIFERIMENTO. Regolamento (UE) 2016/ 2031; Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072; D. lgs. n. 19/2021. Non esiste attualmente una normativa specifica riguardante Geosmithia morbida.