Anoplophora chinensis e glabripennis

A. chinensis (CLB) e A. glabripennis (ALB) sono coleotteri cerambicidi di origine asiatica, introdotti negli ultimi decenni in Europa e America (solo ALB). In Italia sono presenti in diverse regioni.
Le vie di ingresso e diffusione sono legate soprattutto al commercio di materiali che possono contenere larve (piante ornamentali, legname e imballaggi in legno).

Data di pubblicazione:

28/07/2025

Descrizione

ORIGINE E DIFFUSIONE. A. chinensis (CLB) e A. glabripennis (ALB) sono coleotteri cerambicidi di origine asiatica, introdotti negli ultimi decenni in Europa e America (solo ALB). In Italia sono presenti in diverse regioni. Le vie di ingresso e diffusione sono legate soprattutto al commercio di materiali che possono contenere larve (piante ornamentali, legname e imballaggi in legno).

PIANTE OSPITI. Sono insetti xilofagi altamente polifagi, le cui larve si nutrono del legno di molti alberi e arbusti. Gli adulti rodono la corteccia dei getti apicali, oltre a piccioli e foglie. Possono attaccare anche piante sane e vigorose. Le piante ospiti sono latifoglie ornamentali, forestali e piante da frutto, tra cui, in particolare, aceri, betulle, carpini, noccioli, ippocastani, platani, olmi, salici, pioppi, faggi, agrumi, rose, meli, peri e vari Prunus.

Gli adulti volano da maggio ad agosto e si alimentano sulle chiome. Dopo l’accoppiamento depongono singolarmente fino a 100 uova sotto la corteccia. Le larve scavano lunghe gallerie all’interno del legno e si impupano in prossimità della corteccia. Una volta raggiunto lo stadio adulto, fuoriescono lasciando su radici affioranti, tronchi o rami caratteristici fori di sfarfallamento circolari, di 1−2 cm di diametro. L’intero ciclo di sviluppo si compie in 1−2 anni, in base alle condizioni climatiche.

MORFOLOGIA.

Adulti. Lunghi in media da 20 a 37 mm, di colore nero brillante con macchie chiare sulle elitre. Antenne lunghe, con alternanza di bande chiare e scure. Maschi più piccoli delle femmine, ma con antenne più lunghe. Le due specie si distinguono per la rugosità alla base delle elitre (presente solo in A. chinensis).

Uova. Bianche, lunghe 5−6 mm, simili a chicchi di riso.

Larve. Prive di zampe, lunghe fino a 60 mm, di color crema con capo marrone.

Pupe. Sono di    colore    bianco−crema,   con    le  appendici libere rispetto il corpo.

SINTOMATOLOGIA. Il danno maggiore è provocato dall’attività trofica delle larve. Le gallerie sono scavate nel legno alla base del tronco e nelle radici (A. chinensis) o nella parte più alta del tronco e nei rami (A. glabripennis), con riduzione di stabilità dei rami o dell’intera pianta.

Principali segni di presenza: emissione di rosura dalle gallerie, con accumulo alla base della pianta, e fori di sfarfallamento degli adulti alla base del tronco o sui rami.

Altri segni distintivi: erosioni fatte dagli adulti sulla chioma e cicatrici lasciate dalle femmine nel deporre le uova su tronco o rami (nicchie di ovideposizione). Un albero colpito manifesta disseccamento di porzioni di chioma e deperimento progressivo fino alla morte, che sopraggiunge nel giro di qualche anno.

LOTTA FITOSANITARIA. A. chinensis e A. glabripennis sono organismi nocivi da quarantena prioritari per la UE, in quanto ritenuti molto pericolosi per i danni ingenti che possono causare. Già segnalati in Europa e in Italia, per entrambi sono in vigore misure di lotta obbligatoria e svolte attività rafforzate di prevenzione e sorveglianza. Per questo il Servizio Fitosanitario Provinciale e la Fondazione E. Mach eseguono annualmente controlli in diversi contesti, quali vivai, verde urbano, aree naturali e agricole, siti a rischio. Le indagini si basano su ispezioni visive delle piante, eventualmente su campionamenti e analisi di laboratorio.

I tarli asiatici possono essere eradicati, purché le piante colpite siano rapidamente individuate ed eliminate. Sono fondamentali, pertanto, il monitoraggio delle specie potenzialmente ospiti e, in caso di infestazione, il taglio delle piante con successiva cippatura di tutto materiale di risulta. In considerazione della loro pericolosità, se vengono rinvenuti adulti o piante con sintomi di attacco, è essenziale intervenire tempestivamente per evitarne la diffusione sul territorio.

Per tutelare efficacemente il territorio, tuttavia, è indispensabile la collaborazione di ogni operatore professionale, ma anche di ogni singolo cittadino.

SEGNALAZIONI. Poiché i tarli asiatici sono ritenuti un serio pericolo sia per il verde urbano, sia per le aree naturali e frutticole, la presenza (anche dubbia) di adulti o di piante sintomatiche deve essere comunicata immediatamente al Servizio Fitosanitario Provinciale (tel. 0461-495660; e-mail serv.agricoltura@provincia.tn.it; pec serv.agricoltura@pec.provincia.tn.it)

NORMATIVA DI RIFERIMENTO. Regolamento (UE) 2016/ 2031Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/2095 della Commissione del 28 ottobre 2022; D. lgs. n. 19/2021.

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento: 30/09/2025 18:09

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