Quanto dobbiamo fidarci dell'intelligenza artificiale? A questo interrogativo hanno provato a rispondere Franco Bernabè, presidente dell'Università di Trento, Giovanni Maria Flick presidente emerito della Corte Costituzionale, il vescovo
Nunzio Galantino, presidente emerito dell'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, il direttore de La Stampa Andrea Malaguti, Pierguido Iezzi di Zenita group e Andrea Zoppini dell'Università degli studi di Roma Tre. Il quadro emerso da molte delle relazioni non è esattamente rassicurante, specie sul fronte della profilazione dei cittadini e della tutela della privacy. Ma oltre a sollevare preoccupazioni per il possibile arrivo di nuovi autoritarismi, guidati dalle big-tech, queste tecnologie presentano degli aspetti problematici anche sul fronte cognitivo, della formazione stessa del pensiero e dei processi decisionali. Al tempo stesso, l'Europa soffre oggi di dipendenza tecnologica su settori fondamentali come la difesa.
Tuttavia non è possibile reagire all'"invasione" dell'IA con la semplice proibizione, cosa che fanno i regimi autoritari. Invece è necessario, soprattutto a livello europeo, forgiare nuove regole e gestire i dati in maniera migliore, anche per contrastare la concorrenza sempre più serrata di Cina e Stati Uniti.
Fecha de publicación: 20/05/2026