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La scheda deve essere presentata in tutti i casi in cui si renda necessario espletare adempimenti relativi al titolo a derivare, nei quali viene richiesta l'acquisizione del giudizio di idoneità d’uso dell’acqua.
La compilazione della scheda può essere richiesta dal Servizio competente in materia di concessioni di derivazioni idriche oppure dalla struttura che effettua i prelievi al fine dell’emissione del giudizio di idoneità d’uso dell’acqua.
La scheda non deve essere utilizzata per le concessioni idriche finalizzate all’alimentazione di acquedotti pubblici, in quanto le stesse sono già correttamente classificate d’ufficio.
In base ai dati contenuti nella scheda il Servizio competente in materia di concessioni di derivazioni idriche valuta se il titolare della derivazione idrica è tenuto ad acquisire il giudizio di idoneità d’uso dell’acqua.
Il rilascio del giudizio di idoneità d’uso dell’acqua, con prelievo da eseguire nel punto in cui viene effettuata la derivazione, deve essere richiesto all’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino - U.O. Igiene e Sanità Pubblica.
Il giudizio viene rilasciato previo sopralluogo, prelievo e analisi dell'acqua ed è soggetto al pagamento di una somma forfetaria.
Copia del giudizio deve essere trasmessa al Servizio competente in materia di concessioni di derivazioni idriche, ai fini del procedimento relativo alla concessione di derivazione idrica.
Qualora l’uso della concessione di derivazione idrica venga classificato come “domestico” o “igienico e assimilati”, non viene richiesta al titolare della stessa l’acquisizione del giudizio di idoneità d’uso dell’acqua.
Nel caso in cui l’edificio o l’area servita dall’utilizzazione attualmente classificata ad “uso potabile” siano raggiunti dall’acquedotto potabile pubblico, il rinnovo della concessione per tale uso non potrà essere concesso; in tali casi il titolare della derivazione idrica potrà chiedere di mantenere l’autonoma concessione limitatamente al solo “uso domestico” o “uso igienico e assimilati” da esercitare tramite un impianto che non deve avere alcun punto di contatto idraulico con l’impianto allacciato alla rete di acquedotto pubblico.